BIANCA NAPPI: IL VOLTO SOLARE DEL NOSTRO CINEMA
“Gli attori hanno il privilegio di regalare sogni e amore a persone che non conoscono e che non hanno mai incontrato“, disse Nicole Kidman, e la dolce e solare Bianca Nappi è riuscita a regalarci sogni incredibili con le sue straordinarie interpretazioni.
La sua stella è nata sul piccolo schermo, con la miniserie “In Love and War“, con la regia di John Kent Harrison, per poi partecipare a “Distretto di Polizia 3“, con la regia di Monica Vullo e poi “R.I.S. 2 – Delitti imperfetti“, ma è esplosa sul grande schermo, con l’esordio nel film “Un giorno perfetto“, con la regia di Ferzan Özpetek; una sinergia così perfetta, questa, che il regista turco la vuole anche nel cast di “Mine vaganti” e di “Magnifica presenza“.
“Ferzan è un uomo molto intelligente, curioso, che ama molto gli attori con cui lavora – ci confida Bianca Nappi – è stato un piacere e un onore essere sui suoi set“.
Ed oggi, la ritroviamo tra le protagoniste dell’opera prima del regista Duccio Chiarini, Short skin, dove riveste il ruolo di una madre solare, affettuosa, sorridente e un po’ nevrotica.
Lei, pugliese di nascita, si è trovata a recitare in un set composto per lo più da toscani, e girato completamente tra Marina di Pisa e Forte dei Marmi, cosa che l’ha molto divertita: “Adoro la toscanità – ci rivela Bianca Nappi – Credo che i toscani posseggano uno spirito e una lingua ricchi di sfumature e pungente ironia, quindi mi sono divertita e ho imparato anche un bel po’ di detti che non conoscevo“.
E anche lavorare con attori emergenti e non famosi, non l’ha per nulla preoccupata: “Lavorare con persone alle prime esperienze è molto stimolante, un po’ perché si crea un’atmosfera più genuina e rilassata e un po’ perché c’è molto da imparare anche da chi non è mai stato davanti ad una macchina da presa“.
“La vera sfida di Short Skin – confessa Bianca Nappi – è stato il budget ridotto. Abbiamo dovuto lottare contro il tempo per non sforare“. Sfida, questa, che è stata vinta, creando un film godibile, una commedia leggera, anche se affronta tematiche importanti, ma con una naturalezza ed una spontaneità che coinvolge immediatamente lo spettatore.
Short skin è un film di formazione, con protagonista Edoardo, un adolescente che vive male un proprio difetto fisico, in un momento critico della sua vita, quando si sta entrando nel mondo degli adulti, e lo si vorrebbe fare con tutta la forza d’urto della propria giovinezza e non in punta dei piedi. Ma questo difetto fisico inibisce il giovane Edoardo, lo blocca, ha difficoltà a confrontarsi sia con il suo amico, sia con la sua famiglia e soltanto l’intervento casuale e fortunoso con una ragazza, costringerà Edoardo ad uscire dal suo mondo e ad affrontare, da adulto, i suoi problemi e le sue insicurezze.
“Il film – sottolinea Bianca Nappi – tocca tematiche piuttosto delicate come sesso, problemi fisici, maturazione psicologica e sessuale, ma Duccio Chiarini, da toscano doc, è riuscito a stemperare gli inevitabili momenti di imbarazzo grazie alla sua ironia“.
E Bianca, in questa commedia, ha il delicato ruolo della madre di Edoardo: “Nel film il mio personaggio, Daniela, malgrado ami moltissimo e forse anche un po’ in modo morboso il figlio, non riesce a vedere il suo problema. A volte per troppo amore si sbaglia di più“.
Un mondo, quello dipinto dal regista Duccio Chiarini, dove i ragazzi hanno fretta di crescere, di diventare adulti e dove gli adulti sembrano troppo immaturi e confusi, e non riescono a divenire un punto di riferimento per i propri figli, ma anzi, spesso riversano su di loro le proprie problematiche.
“Spesso – afferma Bianca Nappi – gli adulti, per un malinteso bisogno di protezione verso i propri figli, finiscono per combinare un sacco di guai e di destabilizzare più che di offrire certezze“.
Un film, Short skin, che appassiona, diverte e fa riflettere lo spettatore su un mondo, quello attuale, ma potrebbe essere quello di ieri o forse, quello di domani, dove le generazioni non riescono a comunicare, a parlarsi, a capirsi, nonostante ci si provi continuamente. Un film dove il tema dell’amore è il fil rouge che lega insieme personaggi e storie, creando una sorta di magica atmosfera che appassiona ed incuriosisce.
Ma Bianca Nappi, dopo le fatiche delle riprese del film Short skin, si è già buttata a capofitto nel suo prossimo lavoro.
È la passione a spingere l’attrice ad inseguire quel proprio sogno coltivato sin da bambina: “La passione che avevo fin da ragazzina di fare questo mestiere così affascinante, è una passione cresciuta con me. Fin dall’età di 13/14 anni sono sempre stata attratta dal teatro, dalla letteratura. A scuola ho cominciato a partecipare a quelle recite che si fanno e così, ecco che ho abbracciato piacevolmente questa professione, che da adulta ho sempre più perfezionato, pianificato”.
Una passione che la porta ad abbracciare sempre nuove sfide, a fare nuove esperienze lavorative: ”Sempre quella che sto per fare e anche quella più piccola è significativa. Il lavoro dell’attore ricomincia sempre da capo. Ogni volta che hai un nuovo ruolo devi metterti in gioco con te stessa, è sempre una sfida“.
Una sfida che sul palcoscenico del teatro, sul piccolo schermo o dietro una macchina da presa, Bianca Nappi riesce a vincere, grazie anche a quella solarità, quell’allegria e a quell’energia che riesce a sprigionare quando si cala nella sua parte da recitare. E per lei, il sogno continua, e noi, con lei, possiamo continuare a sognare e a gioire, grazie a quelle sue straordinarie interpretazioni che riesce a regalarci.




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