IN GERMANIA VINCE ANCORA LA MERKEL. ORA PER GOVERNARE, NASCERÀ L’ENNESIMA GRANDE AMMUCCHIATA, OPPURE SI VIRERÀ VERSO LA ‘GIAMAICA’?
"Non dobbiamo tanto girarci intorno. Speravamo in un risultato migliore, mi sembra chiaro, ma non dobbiamo dimenticare che dietro di noi c'è stato un periodo importante e di sfida. Abbiamo comunque raggiunto gli obiettivi strategici, siamo il più forte partito come Cdu/Csu e noi dovremo formare un governo''.
Parole e musica di Angela Merkel, commentando l'esito delle elezioni tedesche. Ed è lei la vera vincitrice di questa tornata elettorale, senza alcuna discussione.
Dopo dodici anni di Governo, oggi si appresta a brindare il suo quarto mandato, e la cosa non era per nulla scontata.
Il popolo tedesco continua ad avere fiducia nella Cancelliera e nel suo operato di governo e la premia con un 32,93, e 246 seggi parlamentari; un successo questo, per lei, se confrontato con il suo competitor principale, Martin Schulz, candidato dei Socialdemocratici (SPD), che resta inchiodato al 20,51 delle preferenze, conquistando 153 seggi.
Ma se allargassimo i nostri orizzonti, allora sarà anche più facile comprendere il valore di questo suo successo; infatti, nelle elezioni inglesi, in quelle francesi, in quelle spagnole, abbiamo notato la piena, forte e tragica crisi dei partiti storici, con crolli significativi, che hanno permesso pure la crescita dei partiti più estremisti, più populisti, o completamente alternativi alla vecchia politica.
In Germania, invece, il partito storico della CDU in tutte queste tornate elettorali, pur presentandosi sempre al fianco della Cancelliera uscente, ha mantenuto più o meno, i propri voti, contenendo le fisiologiche perdite, e di tutto ciò, il merito è di lei, Angela Merkel, della sua politica pragmatica, senza eccessi, senza urla, fatta di poche parole che pesano come macigni.
In questo periodo di crisi e di incertezze, il popolo tedesco ha continuato a fidarsi dell'usato sicuro, piuttosto che avventurarsi su terreni oscuri, anche se affascinanti; e la Merkel è il migliore usato sicuro che la Germania poteva garantirsi.
I problemi, però, nasceranno ora, perché la SPD, uscita malconcia dalla tornata elettorale, ha già chiuso l'esperienza della grande coalizione, quella che ha governato la Germania in questi anni.
Basta accordi programmatici, si torna all'opposizione dura, questo nelle intenzioni di Schulz. Ed il problema nascerà per la Merkel, che dovrà trovare una nuova maggioranza parlamentare, perché i suoi seggi, da soli non sono sufficienti.
A chi guardare? In parlamento entrano, oltre CDU e SPD, anche i liberali di FDP, la sinistra di LINKE, i verdi di GRÜNEN, e la grande novità, la destra di AFD, per la prima volta presente con i suoi 94 seggi, che la trasformano nella terza forza politica tedesca.
La Große Koalition, che ha retto le sorti di governo tedesco non è strada più praticabile, per volontà della SPD che si è già sfilata; resta in piedi un accordo con i liberali di FPD e con i verdi, una sorta di coabitazione forzata, per dare governabilità alla Germania, limitando, così, l'opposizione estremista di AFD, che al suo interno accoglie un po’ di tutto della variegata galassia della destra, dai nostalgici, agli xenofobi, dai populisti ai nazionalisti, dagli euroscettici ai liberali, e che spaventa tutti, per la loro crescita così evidente, da portarli, per la prima volta, in parlamento.
Ora sarà il tatticismo di Angela Merkel, la sua abilità diplomatica, quella di far da sintesi tra ragioni diverse e complesse, a trovare il giusto equilibrio da spingere i verdi ed i liberali a sedersi ad un tavolo di trattative.
Più facile trovare un accordo programmatico con i liberali, più articolato quello con i verdi, che su molteplici punti sono distanti anni luce dai liberali e dai cristiano-democratici. Ma l'abilità della Merkel è proprio questa, convincere anche i più lontani per idee, a sposare le proprie, ad appoggiarla senza se e senza ma; c'è già riuscita in Europa, c'è già riuscita per dodici anni in Germania, creando la cosiddetta Große Koalition, che ha succhiato energie vitali ai socialdemocratici, ci riuscirà anche in questa occasione.
Non dispera comunque, la Merkel, di convincere ancora il partito di Schulz a firmare un nuovo accordo di governo, nonostante il suo rifiuto già espresso a caldo, durante lo scrutinio delle schede elettorali, ma già si prepara a tessere trame di governo con i liberali, che si sono detti favorevoli a certe condizioni, e con i verdi, che hanno, però, manifestato maggiori perplessità, per dar vita ad una coalizione strana, già ribattezzata ‘Giamaica’, per via dei colori dei partiti presenti.
Il refrain sarà sempre lo stesso: ci vuole senso di responsabilità, per condurre la Germania fuori da questo periodo così difficile, per cui, ognuno dovrebbe abbandonare i propri egoismi per guardare al bene comune.
E con questa musichetta, che è divenuta un mantra, la Merkel troverà chi si assumerà l'onere di sostenere il suo governo. Ma attenzione, questi dovranno essere consci che verranno schiacciati dall'ingombrante presenza di Angela Merkel, che gestirà l'azione politica in prima persona, senza lasciare troppo spazio ai restanti attori.
Basterà ricordare un piccolo episodio della sua carriera politica: fu Kohl a farla emergere nel suo partito, ponendola sotto la sua ala protettrice, ma al momento giusto, quando il leader storico inciampò in un processo per i fondi neri del partito, lei lo affossò, novella Zeus contro il padre Crono, con una lettera aperta, pubblicata su un quotidiano nazionale, lo disarcionò e ne prese il posto ed il ruolo. Lo stesso che continua a mantenere intatto sino ad oggi.



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