ROMA DI GIORNO, ROMA DI NOTTE, NON È PIÙ UNA CITTÀ SICURA PER LE DONNE
La turista finlandese che subisce violenza da un ragazzo bengalese, in zona Termini, la turista belga che rischia di subire uno stupro da parte di un giovane israeliano, ai piedi del Campidoglio, la ragazza americana che rischia di essere violentata da un ivoriano a due passi dal Colosseo, ed infine la donna tedesca ritrovata nuda e legata mani e piedi ad un albero, a Villa Borghese, violentata da un ragazzo presumibilmente dell'Est Europa.
Questi sono gli ultimi tragici fatti accaduti a Roma, quelli che, suscitando un certo orrore e raccapriccio, rimbalzano sulla cronaca nazionale, mentre altri, resteranno, invece, confinati tra le pieghe della quotidianità capitolina.
Roma fa schifo, e questa è certamente la classica scoperta dell'acqua calda. Roma non è una capitale europea, ma un malfamato sobborgo dove chiunque rischia la pelle, dal semplice furto allo stupro, la violenza è sempre in agguato.
Basta vedere la cronaca spiccia: Termini, Campidoglio, Colosseo, Villa Borghese, stiamo parlando del cuore di Roma, della zona a più alta densità turistica, del volto, per così dire, più affascinante di questa città che è vecchia e decrepita dentro; mica di un suo quartiere periferico!
Roma fa schifo, di giorno, quanto di notte, solamente che con il calar del sole, la paura aumenta.
La paura di subire uno scippo, la paura di subire una violenza, la paura semplicemente di camminare tra vie trasformate in suq di criminali, balordi, spacciatori, ubriachi e disadattati sociali.
Che sia una città sporca non è oggi più una novità da enunciare. I problemi di AMA, la società dedita alla raccolta dell'immondizia e alla pulizia delle strade, non li scopriamo certamente oggi. È, invece, preoccupante, che pur cambiando i colori amministrativi, la situazione peggiora piuttosto che migliorare, senza che nessuno tiri fuori uno straccio d'idea valido utile, a modificare lo status quo.
Che le fontane di Roma diventino bagni comunali gratuiti, ove lavarsi per chi vive in strada, è già una triste realtà, per cui capita sovente di vedere uomini nudi, armati di sapone lavarsi nelle storiche fontane dell'Urbe, tra lo sconcerto ed il disgusto di chi capita lì per caso.
E poco può fare l'ordinanza comunale che prevede multe salate per chi usa le fontane come latrine, se poi, manca un vero controllo del territorio.
Che il caos regni sovrano a Roma, per cui stranieri clandestini e sbandati occupino strade e parchi, trasformandoli in squallidi bivacchi d'emergenza è cosa ormai palese, e nessuno riesce più a ristabilire un minimo d'ordine e decoro.
Ma quello che fa più paura è che Roma è una città buia, una città abbandonata a sé stessa, dove il controllo latita pericolosamente.
Una città che diventa il regno della violenza e a farne le spese sono per lo più le donne, spesso straniere.
E fa specie che sul Campidoglio a reggere le redini della città ci sia proprio una donna, che dovrebbe essere più sensibile a tali tematiche, proprio in quanto donna, prima che amministratrice.
La Sindaco Raggi si faccia un giretto in solitaria, senza scorta alcuna, per la stazione Termini dopo le 9 di sera, si faccia un giretto a piedi dalla stazione sino a piazza della Repubblica e poi raggiunga piazza Venezia, e da lì, lungo i Fori Imperiali raggiunga il Colosseo.
Tutto a piedi, ovviamente, perché se aspetta il bus pubblico, sta fresca!
E noti quanto abbandono c'è nella Roma più turistica, quanto squallore e desolazione c'è intorno a lei. Sentirà la paura crescere dentro di lei, mentre si stringerà a sé, affrettando il passo, con lo sguardo attento a ciò che incontrerà, nel buio della Capitale.
Non incontrerà, salvo rari casi, forze dell'ordine che presidiano il territorio, e mentre la paura scolora nel terrore di incontri che la segneranno per tutta la vita, maledirà che non esiste un circuito di telecamere che possa offrirle un aiuto.
Le donne, che escono, di sera come di giorno, sono costrette a vivere questa maledetta quotidianità, affidandosi ad un dio che quella non sia la loro giornata disgraziata.
Cosa fare? Dare, innanzitutto, sicurezza alla città, ristabilire ordine al caos. Come? Maggiore presenza di poliziotti, carabinieri, vigili urbani e pure l'esercito se necessario, affinché tutti questi balordi non trovino più il loro spazio sulle strade e nei parchi pubblici.
Poi? Studiare un nuovo piano d'illuminazione della Capitale d'Italia, che non può essere così oscura e tetra. E, magari, varare un piano di videosorveglianza collegato con le forze dell'ordine, perché anche questo è un modo di presidiare il territorio.
E poi? Strappare ogni metro del territorio urbano al degrado, attraverso un lavoro capillare di pulizia e decoro.
Progetti, questi, che avranno un respiro medio lungo, per tempistiche d'attuazione e lentezze burocratiche, ma prima si mettono in campo, prima cambierà il volto dell'Urbe.
Intanto, a tutte le donne, le invitiamo a non camminare sole per Roma, a girare in gruppi e comitive, almeno il rischio di incontrare faccia a faccia il pericolo, è più limitato.
E se non possono farlo, beh, allora si facciano accompagnare a casa con il taxi, ricordando che a Roma esiste la tariffa rosa, che tutti i taxi devono applicare, anche se molti fanno finta di non conoscere, che è valida, dopo le ore 21, per ogni donna che viaggia sola, prevedendo uno sconto da applicare sulla tariffa della corsa.
Certo è un costo in più, ma almeno ci si salva la pelle, e non è poco!
https://eventiculturalimagazine.com/2017/09/19/roma-di-giorno-roma-di-notte-non-e-piu-una-citta-sicura-per-le-donne/



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