ADDIO ALL’UOMO IN BLUES DELLA MUSICA ITALIANA
Napule piange la morte del suo cantautore; ieri notte Pino Daniele ci ha lasciati per sempre, facendoci sentire tutti un po’ più soli e tristi. Non ci sarà più la sua voce inconfondibile, la sua musica, le sue canzoni, uniche e particolari a scaldarci il cuore, perché è stato proprio il cuore di Pino Daniele a smettere di battere in questa fredda notte di gennaio.
Da tempo malato, a Pino Daniele non è bastata una corsa folle verso l’ospedale, non sono bastati attimi e minuti utili a salvargli la vita: il suo cuore, oramai debilitato da una lunga malattia, ha smesso di pompare e la sua voce si è spezzata per sempre, ma resterà viva, calda per sempre nella memoria di chi ha ascoltato, cantato, vissuto emozioni con le sue canzoni.
Dopo la prematura morte di Mango, un’altro grande artista italiano ha lasciato il palcoscenico della vita, sconvolgendo non solo il mondo della musica, ma tutti coloro che hanno da sempre apprezzato e amato le sue melodie. Figlio di Napoli, ha intrecciato la sua carriera artistica senza mai abbandonare le sue radici; nelle sue canzoni troviamo i ritmi di una terra meravigliosa, di una città che è teatro a cielo aperto, mescolati con il blues, con il rock, con il pop; lui questa mescolanza, questa musica che nasceva dall’unione della tarantella con il blues, la chiamò “tarumbo`”. Nonostante questo suo forte attaccamento alla sua terra d’origine, la musica di Pino Daniele è uscita dai confini territoriali, è divenuta inconfondibile e conosciuta in tutto il mondo.Canzoni come Napule è, ‘Na tazzulella ‘e cafè, molto gettonata da Renzo Arbore nel suo programma Alto gradimento, Quanno chiove, Je sò pazzo, ‘O scarrafone, A me me piace ‘o blues, Uè man!, sono solo alcune delle tantissime melodie che ci sono entrate nel cuore e che ci hanno fatto conoscere ed apprezzare un’artista immenso della musica leggera italiana. Tantissime le sue collaborazioni, a cominciare dall’amico fraterno Massimo Troisi, per cui compose la colonna sonora di tre suoi film: Ricomincio da tre, Le vie del Signore sono finite e Pensavo fosse amore… invece era un calesse, dagli italiani Claudio Baglioni, Giorgia, Ramazzotti, Pausini, Jovanotti, solo per citarne alcuni, sino agli internazionali Simple Minds, Dave Carpenter, Jan Akkerman ed Eric Clapton, con cui si è esibito sia al Toyota Park di Chicago sia nello stadio di Cava de’ Tirreni, davanti a sedicimila spettatori.
Oggi con la sua morte, Napoli e tutto il mondo della musica “nun ride cchiù” e piange come “quanno chiove”.https://eventiculturalimagazine.com/2015/01/05/addio-alluomo-in-blues-della-musica-italiana/



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