“LA SANTA DEGLI IMPOSSIBILI”: IL NUOVO ROMANZO DI DARIA BIGNARDI


Milano mi somiglia. Parla poco, non ha mai tempo, sembra che non si affezioni a nessuno, ma non è così. Milano è come me, va di fretta e cerca di fare tutto meglio che può, nonostante se stessa“.
La protagonista del nuovo romanzo di Daria Bignardi, “La Santa degli impossibili“, pubblicato da Mondadori, è Mila, una donna intrisa di contraddizioni e fragilità.


Lei, che ha avuto una infanzia felice e serena in un mondo a misura d’uomo, circondato dalla natura e dall’aria fresca, ha scelto di vivere, poi a Milano: “Ho fatto tutto qui: università, figli, matrimonio, lavoro“, ed oggi alla soglia dei suoi quarant’anni si sente sola, stanca, frustrata, ha smarrito il senso del suo vivere, quel filo che lega il suo destino.
Eppure ha un lavoro che le piace, e che le permette di vivere la propria dimensione familiare senza troppi sacrifici; eppure ha un marito, Paolo, che l’ama, nonostante i suoi silenzi e quelle sue continue fughe, con la mente, da una realtà che sembra imprigionarla; eppure ha il dono di crescere tre figli, Maddi e due gemelli, i suoi “mostri“. Mila, una donna in carriera, una moglie amata ed una madre attenta, eppure Mila non è felice, sembra mancarle qualcosa che la completi.
E’ questa, una sensazione che ha sempre vissuto in lei, una solitudine che è cresciuta in lei, sempre più e che ora la sta soffocando.
Non è bastato l’incontro fortunoso con Paolo, grazie ad un “gatto depresso“, e quella scintilla che è scoppiata tra i due ragazzi: troppo diversi, troppo problematici per divenire l’uno la spalla dell’altra, a cui aggrapparsi nei momenti bui, ma così troppo simili per non accettarsi così come sono e sperimentare questa unione forzosa e pericolosa.
Il matrimonio, i figli sono stati solo il collante per tenere uniti due spiriti differenti, due anime complesse e fragili, ma per combattere i demoni che coltiviamo nel nostro animo, tutto ciò  può non bastare.
Mila è una che “non si pone il problema di rispondere alle domande“, Paolo è uno che si accontenta facilmente della scelta più semplice, visto che ogni cosa ha sempre i suoi pro ed i suoi contro; Mila è una che preferisce i silenzi ai dialoghi, le fughe con la mente piuttosto che affrontare la realtà con tutti i suoi problemi, Paolo sembra non capirla, non comprenderla, ma l’ha accettata così come è, e tanto basta a lui per vivere sereno, amandola.
Ma nessuno può proteggerti da te stesso, nemmeno chi ti ama“.
E sarà grazie ad un gatto, causa di un altro episodio tragico per Mila, con il quale il destino rimescola tutte le carte in tavola, cambiando regole e priorità, confondendo tutto e tutti, accendendo una nuova luce di speranza nella vita della protagonista.
Un destino che prende le sembianze di Annamaria, una insegnate teologa, incontrata per caso in ospedale, dove entrambe sono ricoverate; un incontro tra due personalità così diverse, lei, Mila fragile ed insicura, l’altra, Annamaria, così sicura della propria vita e così tranquilla nel condurre la propria esistenza, nonostante sia una donna sola, senza figli, senza marito.
Sarà lei a far conoscere la storia di Santa Rita da Cascia, la Santa dei miracoli impossibili, colei che fa miracoli anche se non richiesti, la Santa che la nonna di Mila pregava per guarire sua madre dal cancro.
Una figura di santità straordinaria, quella di Santa Rita, che ha attraversato i secoli con la sola forza della sua testimonianza di fede, una forza soprannaturale, viva ed ostinata; la sua è la storia di una donna costretta a rinunciare, in principio, alla sua missione, amare Dio incondizionatamente, per obbedire agli obblighi dei suoi genitori, che la costrinsero a sposarsi con Paolo, un uomo feroce ed iracondo, e che amò con la devozione di moglie e ne crebbe i figli generati nel matrimonio, con amore di madre, senza mai dimenticare la sua missione. Cosa che la Santa riuscì a portare a termine, solamente dopo la morte, per assassinio, di suo marito, quando ostinatamente tentò di entrare in convento, nonostante i continui rifiuti ricevuti; un volo mistico, un miracolo divino permise a Santa Rita di prendere i voti e amare incondizionatamente Dio, attraverso la preghiera assidua. Perché Santa Rita sa che tutta l’umanità è parte di un solo disegno di cui Dio è il custode.
Grazie a questa nuova scoperta che Mila può tornare a volare, riscoprendo le sue passioni, combattendo i suoi demoni, smettendo di fare ciò che deve e non ciò che vuole, ponendo fine all’illusione di trovare quell’amore incondizionato: “perché solo Dio e tua madre possono amarti così“.
Daria Bignardi, con questo romanzo, è riuscita a ricostruire tutte le fragilità umane, intrise di una sensibilità unica e speciale; un testo scritto in modo diretto, asciutto, quasi come se l’autrice volesse arrivare al nocciolo del problema, senza perdere troppo tempo con discorsi futili.
Un testo che pone la luce dei riflettori sulla condizione umana, una realtà in cui noi sembriamo i meccanismi di un ingranaggio, sempre di corsa, tra un impegno ed un dovere, ma non siamo liberi, non siamo felici, e ci portiamo dentro questa solitudine che ci soffoca e ci opprime, proprio come succede a Mila, la protagonista del romanzo.
Sono venuta a vivere in una grande città, ho sposato un uomo che ha la capacità di ferirmi, ho smesso di pregare; ma non ho dimenticato la luce“; e solo ritrovando la nostra luce, possiamo tornare a volare, ridando un senso pieno e completo alla nostra esistenza.


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