ADDIO A VIRNA LISI, LA SIGNORA DEL CINEMA ITALIANO
Il mondo del cinema, il mondo della cultura piange la morte di Virna Lisi, una delle attrici più amate dello star system italiano e non solo.
E’ stata sino all’ultimo un’attrice vera, sempre impegnata in un progetto nuovo, mai sopra le righe, mai fuori posto; e così, silenziosamente, se n’è andata. Da poco aveva scoperto di avere un male incurabile, ma ciò non le ha spento il suo sorriso e la sua voglia di recitare; lei che ha cavalcato più di una generazione cinematografica, ricevendo grandi soddisfazioni e grandi riconoscimenti, ma, allo stesso tempo, offrendo tutta la sua immensa bravura e tutta la sua passione al suo pubblico, che l’ha amata e sempre seguita.
Ha iniziato giovanissima, a quattordici anni, all’inizio degli anni ’50, in quelle che venivano chiamate “pellicole strappalacrime”; era una ragazza bellissima, anche se Virna Lisi diceva: “della bellezza non me ne è mai fregato niente. Che meriti hai per il tuo aspetto?”. E anche quando il tempo scorreva inesorabilmente, e le prime rughe nascevano sul suo viso, lei non ha mai ingannato se stessa ed il suo pubblico, non ha mai cercato di combattere il tempo con trucchetti e ritocchini, “è arrivata l’età delle rughe? – diceva – Pazienza. Le rughe rappresentano il passato di ciascuno, e fanno parte della vita”.
Nella metà degli anni ’50 comincia a ricoprire ruoli di un certo rilievo in film più importanti, come “Lo scapolo“, insieme ad Alberto Sordi; ma la grande popolarità arriva con la TV e con lo storico sceneggiato RAI “Ottocento” e allo spot pubblicitario di un dentrifricio, trasmesso durante Carosello.
Ha lavorato al cinema accanto ad attori del calibro di Nino Manfredi, Mastroianni, Anthony Quinn, Vittorio Gassman, Richard Burton ed Anna Magnani, solo per ricordarne alcuni; è stata diretta da maestri del cinema, come Pietro Germi, Mauro Bolognini, Eduardo de Filippo, Stanley Kramer, Mario Monicelli. Ha avuto il grande riconoscimento planetario, con la firma di un importante contratto in esclusiva con la Paramount, che l’ha portata ad Hollywood, lavorando accanto ad attori del calibro di Lemmon e Tony Curtis.
Un contratto questo che la poteva rendere ancor più famosa, la poteva lanciare definitivamente nell’Olimpo dello star system mondiale, quello che per molti attori ed attrici è e sarà solo un sogno utopico; ma lei ha rinunciato a tutto, lo ha strappato dopo un paio di anni e un paio di film, che avevano riscosso comunque un discreto successo, semplicemente perché era stanca di interpretare la ragazza bionda, bella e svampita.
Una donna coraggiosa, una dalle scelte difficili, fatte sempre nel rispetto di se stessa e di un’arte, quella cinematografica, che ha amato visceralmente. Ha rifiutato ruoli importanti, che per tantissime sue colleghe potevano rappresentare un’apice della propria carriera, come il ruolo di Bond-girl in “Dalla Russia con amore“, del 1963 rinunciando a lavorare con Sean Connery, e quello di protagonista in “Barbarella“, ruolo poi andato a Jane Fonda.
Ha spaziato tra il cinema, la TV e il teatro, lavorando anche con Strehler; si è rilanciata quando la sua immagine, sul finire degli anni ’70, cominciava a brillare di meno, superata da altre attrici emergenti. È il mondo che va avanti, ma lei non si è smarrita, né ha vissuto sugli allori di una carriera folgorante; ebbe l’intelligenza di accettare sfide nuove che il mondo cinematografico le proponeva, come film d’autore, quale, ad esempio “Al di là del bene e del male“, di Liliana Cavani o quelli nazional-popolari, come “Sapore di Mare” dei fratelli Vanzina. Il cinema scoprì finalmente, che Virna Lisi non era solo un’attrice bella ma anche talentuosa, di una bravura straordinaria. Merito, sicuramente, del suo carattere tosto e sicuro, lei, che diceva: “io parto da altri principi: ho un rispetto enorme per il pubblico. Ancora oggi studio il mio personaggio fino allo spasimo, e gli do tutto di me. Non imbroglio, non tiro a campare, non do fregature. E credo che questo il pubblico lo senta“; lei, che non si accontentava mai del lavoro che faceva, né amava farsi imbrigliare in un ruolo stereotipato, da interpretare fino all’infinito. “Non mi piaccio – disse una volta lei – Non sono stata una di quelle attrici che, appena dato lo stop, corrono ai monitor a controllare il risultato. Però ero brava, imparavo la parte senza incertezze e quando le amichette dei produttori, certe belvette che non avete idea, non si accaparravano la parte in anticipo, venivo anche assoldata. Ero concreta, senza fronzoli”.
E quando lo spazio sul grande schermo si è ridotto, inevitabilmente, ecco che lei trova la forza ed il coraggio di ritagliarsi il suo spazio sul piccolo schermo, interpretando ruoli impegnativi, di spessore, per fiction e sceneggiati TV, sia per la RAI che per Mediaset, trovando sempre il suo pubblico affezionato e pronto a seguirla.
Sposata con l’architetto e costruttore Franco Pesci, che sarà il grande amore della sua vita, da cui ebbe il figlio Corrado, non ha mai rinunciato alla carriera per la famiglia e non ha mai rinunciato alla famiglia per la carriera. Ha praticamente lavorato fino agli ultimi giorni di vita, visto che la sua ultima fatica è la fiction “Madre aiutami“, realizzata nel 2014.
Vincitrice di sei Nastri d’argento, un Prix d’interprétation féminine a Cannes, due David di Donatello, con le interpretazioni è entrata nel cuore del suo pubblico che l’ha amata sin da subito, con quel suo viso d’angelo, con quegli occhi azzurri e profondi, un fascino luminoso ma con un carattere tenace, la Signora del cinema italiano, in silenzio, una notte di dicembre ha deciso di lasciarci per sempre.https://eventiculturalimagazine.com/2014/12/19/addio-a-virna-lisi-la-signora-del-cinema-italiano/



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