“GIOTTO, L’ITALIA”: L’AUTUNNO CULTURALE DI MILANO
All’interno della preziosa cornice offerta dalla manifestazione Expo Milano 2015, la città meneghina riesce ad offrire ai milioni di visitatori dell’esposizione universale, un appuntamento culturale unico nel suo genere: l’incontro con i geni dell’arte. Palazzo Reale è la suggestiva location dove si sono potute ammirare le straordinarie opere, prima di Chagall e Van Gogh, quasi ad anticipare l’apertura espositiva mondiale; poi l’incontro con Leonardo da Vinci, che con Milano aveva stretto un importante rapporto professionale, ed ora sarà il genio di Giotto a chiudere simbolicamente l’esposizione fieristica mondiale.
La mostra “Giotto, l’Italia. Da Assisi a Milano“, presente a Palazzo Reale dal 2 settembre sino al 16 gennaio, riunisce per la prima volta 13 capolavori assoluti del pittore fiorentino, e mette in evidenza quel legame, seppur più fugace rispetto a Leonardo, che Giotto ebbe con la città meneghina.
Infatti, il progetto allestitivo, a cura di Mario Bellini, riguarderà proprio quelle sale di Palazzo Reale in cui Giotto, in epoca viscontea, eseguì la sua ultima opera, purtroppo perduta: gli affreschi nel Palazzo di Azzone Visconti.
Un evento che, per la sua realizzazione, ha visto la partecipazione fattiva di un “prestigioso comitato scientifico che riunisce i responsabili delle istituzioni italiane che nel corso degli anni e fino ad oggi hanno contribuito non solo alla conservazione e alla tutela delle opere di Giotto, ma anche – e in misura straordinaria – alla conoscenza e all’approfondimento scientifico e tecnico della pittura del maestro, con studi e interventi d’avanguardia e di fama internazionale. Il Comitato è composto dal presidente Antonio Paolucci e da Cristina Acidini, Davide Banzato, Caterina Bon Valsassina, Gisella Capponi, Marco Ciatti, Luigi Ficacci, Cecilia Frosinini, Marica Mercalli, Angelo Tartuferi“.
Altresì, per la sua realizzazione, hanno collaborato le Soprintendenze, i Musei e le istituzioni religiose che conservano le opere di Giotto: dai Musei Vaticani alle Gallerie degli Uffizi di Firenze, dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Firenze, Pistoia e Prato alla Pinacoteca Nazionale di Bologna ed il Polo Museale dell’Emilia Romagna, dal San Diego Museum of Art, in California, al Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, dai Musei Civici agli Eremitani di Padova alla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le Province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, dal Museo Diocesano di Santo Stefano al Ponte, Firenze, all’Opera di Santa Maria del Fiore, all’Opera di Santa Croce a Firenze e all‘Arcidiocesi di Firenze.
“La mostra ‘Giotto, l’Italia’ rappresenta uno dei capitoli essenziali di ExpoinCittà, il palinsesto di appuntamenti che accompagna la vita culturale della città durante il semestre di Expo 2015 – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno – Il programma espositivo di Palazzo Reale, iniziato a marzo, si estenderà grazie a questa mostra fino a gennaio 2016, con una coerenza progettuale concepita per rappresentare al meglio l’identità culturale e artistica di Milano. Di Giotto viene, infatti, raccontato non solo il percorso artistico che lo ha trasformato in un caposaldo della storia del pensiero creativo di tutti i tempi, ma anche il suo legame speciale con la nostra città: così significativo per Giotto, chiamato dai Visconti per contribuire con il proprio genio a testimoniare a Milano quell’innovazione del linguaggio artistico che aveva saputo apportare alla storia dell’arte a lui contemporanea”.
Una mostra che intende valorizzare il ruolo rivoluzionario dell’arte pittorica del genio fiorentino, chiamato in molti luoghi e città d’Italia da cardinali, ordini religiosi, banchieri, persino dal Re di Napoli, innamorati della sua mirabile arte. Una sorta di viaggio, su e giù per l’Italia, sulle orme di Giotto: da Firenze ad Assisi, da Padova a Bologna, da Roma a Napoli, passando per Rimini, sino a Milano. Un viaggio testimoniato dalle 13 opere presenti in mostra, quasi tutte su tavola, ed esposte per la prima volta nella città meneghina, come il Polittico Stefaneschi, realizzato per l’altare maggiore di San Pietro ed ora esposto ai Musei Vaticani, il Polittico di Bologna ed il Polittico di Badia, conservato agli Uffizi.
Opere uniche di un artista straordinario che ha rivoluzionato il modo di concepire l’arte, una pittura, la sua, che riesce a parlare con i dotti e gli incolti, che coinvolge e sconvolge tutti, scuotendone le coscienze. Perché Giotto è la manifestazione più viva e lampante di ciò che scrisse Hermann Hesse: “Arte significa: dentro ad ogni cosa mostrare Dio“, ed il pittore fiorentino rappresenta in modo manifesto quella “alleanza feconda tra fede e arte“.
https://eventiculturalimagazine.com/2015/08/31/giotto-litalia-lautunno-culturale-di-milano/



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