MARCO FLAVIO CIRILLO: L’UOMO DEL FARE AL SERVIZIO DELLA BUONA POLITICA
Intervista al Dott. Marco Flavio Cirillo, ex Sindaco di Basiglio, con una breve esperienza come Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, nel Governo di larghe intese guidato da Letta; un uomo che vive per la politica, con una visione lungimirante, una lunga esperienza di amministratore della cosa pubblica, e con l’idea che soltanto lo sviluppo sostenibile potrà risollevare questo nostro martoriato Paese.
Aristotele affermò che “l’uomo è un animale politico“, anche se andrebbe fatta una severa distinzione tra chi vive per la politica e chi vive con la politica. I primi amano la politica e la vivono come un’arte: quella del fare, sempre al servizio della gente; i secondi, invece, utilizzano la politica come uno strumento per vivere, non importa il ruolo da occupare, non importa il partito di riferimento, il rispetto degli elettori e, più in generale, della società civile, il loro compito è comunque, mantenere ben salda la propria poltrona, nonostante i tempi mutevoli, nonostante i cambiamenti, per loro non è mai importante con chi e al servizio di chi, per loro conta solo essere presenti, nonostante tutto, spesso utilizzando la più perfida scusa, quel giustificare i loro repentini cambiamenti di rotta con il più alto senso delle Istituzioni, con il senso del dovere per il bene del loro Paese: dicono di agire nel rispetto del loro mandato politico e per il bene delle Istituzioni e, intano pensano esclusivamente al proprio interesse.
Il Dott. Marco Flavio Cirillo appartiene certamente alla prima categoria dei politici: incarna appieno il senso morale delle Istituzioni, ne ha rispetto, ama la politica, la vive come un’arte al servizio dei suoi cittadini, ma ha anche cultura e visione, per sognare un mondo forse migliore, da lasciare alle generazioni future.
Dieci anni vissuti da Sindaco di Basiglio, un comune di quasi 8000 abitanti della città metropolitana di Milano, una esperienza significativa, quella del Dott. Marco Cirillo, che ha lasciato importanti testimonianze del suo agire per il bene dei suoi concittadini.
“Due mandati di Sindaco, per complessivi 10 anni – ricorda il Dott. Cirillo – e ancor prima quello da consigliere comunale, oltre alle esperienze professionali, sono una ottima formazione amministrativa e politica che consiglierei a tutti, soprattutto a coloro i quali si vantano di provenire dalla cosiddetta ‘società civile“.
“In altre nazioni democratiche – prosegue – non si può accedere a cariche elettive quali Deputato o Senatore, se prima non si sono ricoperti ruoli come consigliere comunale, assessore o Sindaco. Purtroppo è stato svilito completamente il valore dell’esperienza politico/amministrativa e, me lo lasci dire, i risultati si vedono proprio ad iniziare dai comuni, sempre più carenti di servizi e male amministrati“.
E dopo quest’esperienza, il Dott. Cirillo ha conquistato sul campo un prestigioso incarico: venne chiamato a ricoprire il ruolo di Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, nel Governo Letta, un Governo di interesse nazionale, nato per fare le riforme, necessarie a far crescere la nostra Italia per renderla più efficiente e competitiva, ma che ha avuto vita breve.
“Il mio incarico di Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente – ricorda il Dott. Cirillo – nel governo Letta, quello delle fallite ‘larghe intese’ in quota al PDL, l’ho accettato con grande senso di responsabilità ma consapevole dei meccanismi burocratici che regolano le istituzioni. Diciamo che l’esperienza in campo amministrativo ha fatto sì che fossi operativo fin da subito, immagini che il primo provvedimento al quale ho lavorato è stato il famoso decreto ‘ILVA’, un provvedimento pilota per le grandi aziende industriali in crisi“.
“Quindi – prosegue – posso dire che ho ricoperto il ruolo di governo cercando di dare risposte concrete. Oltre ad avere alcune deleghe specifiche, tra cui i rapporti con Parlamento, cosa veramente impegnativa che fa comprendere bene perché l’Italia ha un’architettura istituzionale ormai obsoleta che deve necessariamente essere snellita pena la competitività del paese, e ho lasciato anche alcuni ‘segni’ del mio passaggio“.
“Per esempio – ricorda il Dott. Cirillo – in qualità di presidente del comitato istituzionale, organo di indirizzo politico delle Autorità di bacino nazionale, ho formalizzato la predisposizione delle mappe di pericolosità e rischio alluvioni in tutto il Paese, in conformità con quanto prescritto dalla cosiddetta Direttiva alluvioni. Ora il nostro Paese dispone di un quadro conoscitivo aggiornato in termini di pericolosità. Questo step, è funzionale alla futura redazione dei piani di gestione, secondo quanto previsto dalla direttiva 2007/60, e costituisce il presupposto conoscitivo necessario per procedere alla realizzazione degli interventi prioritari per la messa in sicurezza di tutto il territorio nazionale. Oppure aver risolto la complicatissima questione delle bonifiche dell’ex sede del G8 a La Maddalena, che meriterebbe di essere raccontata con un libro, perché dimostra tutta la complessità del nostro sistema nel quale la burocrazia domina e la politica spesso rinuncia al suo ruolo, sbloccando le risorse economiche incagliate nei meandri della burocrazia. Oppure, come come presidente della ‘convenzione delle Alpi’, soggetto giuridico internazionale che si occupa delle problematiche delle popolazioni che abitano in montagna, che esiste da più di venti anni e riunisce tutte le nazioni che si affacciano sulle Alpi, sono stato stato tra i promotori della ‘macro regione alpina’ che ha avuto da poco il riconoscimento dal consiglio europeo“.
“O, ancora – prosegue – la firma dell’accordo internazionale a Londra sul contrabbando di ‘wildlife’ insieme a 54 nazioni del mondo. In Europa, oltre all’Italia, solo Inghilterra, Germania e Francia, hanno sottoscritto tale dichiarazione contro il traffico illegale di specie selvatiche, nonostante il traffico illegale sia tra le principali cause di perdita di biodiversità: basta immaginare che ogni anno milioni di esemplari di animali e piante vengono rimossi dall’ambiente naturale e contrabbandati illegalmente“.
“Tutti fatti concreti – sottolinea il Dott. Cirillo – azioni e non chiacchiere, possibili anche per l’esperienza maturata come Sindaco“.
Una esperienza formativa, quella di amministrare un Comune italiano, per il Dott. Marco Cirillo, perché, tra parametri stretti, patti di stabilità, burocrazia e norme varie ed articolate, tra direttive nazionali ed europee, amministrare sta diventando sempre più complesso, a maggior ragione, in questi tempi così difficili, con la crisi che mette in ginocchio la società civile, ed attuare tagli per rispettare i parametri di bilancio, dover rinnciare a creare iniziative a vantaggio della comunità che ti ha eletto, per questa complessità di norme, deve essere oltremodo difficile e complicato, dal momento che, in un comune ‘piccolo’, più o meno si conoscono tutti, ed il Sindaco, più o meno conosce tutte le varie realtà sociali con le loro intrinseche problematiche.
“Oggi viviamo una tale complessità di norme – afferma l’ex Sindaco di Basiglio – sia di derivazione europea che nazionali, che amministrare un piccolo comune è diventato più difficile e arduo che amministrarne uno grande. Il mio comune non è propriamente ‘piccolo’, perché è nella fascia tra i cinquemila e diecimila abitanti, fascia maggioritaria in Italia, ma ha o aveva alcune peculiarità: i cittadini col reddito medio pro capite più alto d’Italia e che parimenti, pagano più tasse pro capite mediamente in Italia. Ma, purtroppo, le tasse, l’Irpef, le incamera lo Stato non il comune che invece, causa la crescita demografica esponenziale dagli anni ’80 senza l’adeguamento dei trasferimenti statali, risultava essere tra quelli con minor trasferimenti pro capite. Per essere chiari: un comune senza soldi ma con i cittadini più tassati d’Italia“.
Ma “nonostante questa distonia, tra una popolazione quindi esigente e la carenza di risorse finanziarie, nessuno mi ha impedito d’immaginare una città con servizi ‘scandinavi’ o ‘svizzeri’, insomma un modello di amministrazione pubblica efficiente“.
“Pertanto – afferma il Dott. Cirillo – la vera sfida è stata quella di cercare risorse finanziare fuori dalle tasche dei cittadini, ma ancor prima, recuperando l’efficienza della macchina ‘Comune’. Ridisegnando tutti i processi organizzativi e informatizzandoli, mappando tutte le relazioni interne/esterne per garantire l’efficienza dei servizi, riorganizzando una contabilità con centri di costo e centri di profitto, porre l’attenzione ai flussi di cassa, passando dal concetto di ‘somme accertate’ a ‘somme incassate’ e valorizzando tutto il patrimonio comunale. Tutto questo senza mai perdere di vista il quotidiano che poi è quello che vede il cittadino”. “Un lavoro strategico – ricorda il Dott. Cirillo – lungo e complesso, ma che ha portato Basiglio ad essere uno dei 143 comuni più virtuosi d’Italia proprio per capacità gestionali, come decretato dal governo Monti e con servizi innovativi ed improntati alla sostenibilità economica, sociale, ambientale e culturale. Basta ricordare che ho ereditato Basiglio nel 2003 con 17 milioni di patrimonio e l’ho lasciata nel 2013 con 39 milioni di patrimonio, senza nuove tasse e questo è stato possibile con una accurata e costante programmazione dei servizi e delle risorse necessarie“.
“Quindi – sottolinea il Dott. Cirillo – quando sento i Sindaci che si lamentano dei limiti del patto di stabilità o della carenza dei trasferimenti dico loro di impegnarsi ed ingegnarsi perché le soluzioni si trovano iniziando a rendere più efficiente quello che si amministra, uscendo dalle logiche di condominio“. “Certo – prosegue l’ex Sindaco – i limiti ci sono, ma il più grande limite sono le competenze. Ecco perché dico ai cittadini/elettori di verificare bene i profili, le esperienze, la formazione e non affidarsi alla solita protesta ‘contro’, perché oggi amministrare una città non è cosa che possono fare tutti. Ed una città senza servizi, senza decoro, inefficiente nei trasporti, nelle infrastrutture fa perdere valore anche agli insediamenti urbanistici, al patrimonio immobiliare, le imprese non investono e non si crea lavoro, non si crea economia ‘circolare’. Insomma diventa un circolo vizioso con scadimento della qualità della vita“.
“La politica – afferma il Dott. Cirillo – per recuperare credibilità ha bisogno di buoni amministratori perché le ‘facce nuove’ non bastano più e questo lo dico in primis al mio partito, F.I.; se vuoi governare l’Italia devi governare i territori dove si crea consenso attraverso le buone azioni concrete degli amministratori. Il Parlamento ed il governo dovrebbero premiare i comuni virtuosi con l’azzeramento del patto di stabilità e con maggiori trasferimenti così da avviare un circolo ‘virtuoso’ di buone pratiche di governo del territorio a tutto vantaggio dei cittadini“. “Se lo stesso concetto – continua il Dott. Cirillo – lo si applicasse alle Regioni, di fatto si realizzerebbe un ‘federalismo fiscale meritocratico’. Il problema non è di risorse complessive ‘Italia’ ma dell’errato allocamento delle stesse, ad iniziare dallo Stato propriamente detto, gigantesco elefante che divora il 50% del PIL dell’Italia. Per non parlare, poi, delle Regioni che di fatto hanno prodotto un neo centralismo e con la modifica delle provincie, che non sono state abolite ma trasformate in enti di secondo livello, si è prodotto un paradosso. Due livelli legislativi: lo Stato e le Regioni ed un livello amministrativo gestionale: i comuni. Situazione insostenibile che infatti, sta provocando uno scollamento tra la Politica di chi siede nel Parlamento e nei consigli regionali, sempre più lontana dai cittadini ed i Comuni, vicini ai cittadini, sempre più in difficoltà nella gestione del territorio“.
Un’amministrazione del territorio, quella attuata dal Dott. Marco Cirillo, che è partita dalla riorganizzazione delle risorse interne al proprio Comune, affinché non ci fossero sprechi e, di conseguenza, inevitabili e dolorosi tagli, che sarebbero gravati su tutta la comunità di Basiglio, e che, tuttavia, attraverso una visione lungimirante e accorta, ha permesso di far progredire il benessere dei suoi stessi concittadini, realizzando soluzioni tecnologicamente innovative, utili alla popolazione di Basiglio e attente all’ambiente, come, ad esempio, l’aver aderito al progetto Lumière, per l’illuminazione pubblica eco-sostenibile, come l’impegno nella riduzione delle emissioni di CO2, attraverso l’incremento delle energie rinnovabili, oppure costruendo, unica in Italia, la prima mensa scolastica completamente autonoma dal punto di vista energetico; perché esiste, in Italia, anche una buona amministrazione, quella del fare, quella dell’agire nell’interesse e per il bene dei propri cittadini, che pone l’attenzione alle esigenze contingenti, colma le lacune esistenti e salvaguardia l’ambiente: una politica con uno sguardo al presente ed uno al futuro del proprio Paese.
“Effettivamente – sottolinea il Dott. Cirillo – molti sono stati gli esempi di innovazione nei dieci anni di amministrazione che sono valsi innumerevoli premi e riconoscimenti nazionali, proprio per l’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale; come dicevo prima, sono il frutto della visione della città e non della casualità o della ricerca di qualche ‘medaglia’, ma di come s’immagina una città sostenibile, una ‘ville durable’ capace di offrire una alta qualità della vita alle famiglie, accogliente e stimolante. Nel caso specifico, mi sono ispirato molto alle città scandinave o svizzere, con urbanizzazioni perfettamente integrate nell’ambiente naturale, innovazione tecnologica e solidarietà. Quindi tutto il governo della città si è costantemente ispirato a questi principi. Oltre a quanto già ricordato, ‘la casa della danza e della musica’, esempio unico in Italia di edilizia non residenziale costruita interamente con materiali bioedili, con riscaldamento a pompa di calore ad energia geotermica, oppure la ‘mensa scolastica’ a sostenibilità energetica totale ma anche capace di fornire 100 mila pasti all’anno ai ragazzi delle scuole materne, elementari e medie, cucinati in loco con prodotti Bio, Igp, Dop, e a filiera corta, con ‘menù regionali’ con un largo anticipo rispetto all’attuale tendenza di cui l’Expo ne è l’apoteosi, che proprio per la sua altissima qualità ha vinto il premio ‘mensa verde“.
“Mi piace ricordare – prosegue l’ex Sindaco – tutte le scuole con sistemi di riscaldamento ad energia geotermica che hanno sostituito i vecchi impianti a metano, l’introduzione di sistemi di mobilità sostenibile quale il ‘call bus’, esempio unico in Italia, oppure lo ‘spazio Si’ che grazie agli investimenti nei sistemi informativi perfettamente integrati col portale web, costituiva l’unico punto di accesso a tutti i servizi comunali e dell’Asl, con grande soddisfazione delle famiglie, tanto che l’ex ministro all’innovazione tecnologica, Lucio Stanca, voleva farne uno ‘show case’ in Italia“.
“Potrei – sottolinea il Dott. Cirillo – aggiungere tanti altri servizi improntati alla sostenibilità ambientale mirati ad agevolare la vita delle famiglie, con un rapporto paritario, equo e di fiducia con i cittadini“.
Perché ecologia può far rima con economia, se, e solo se, chi amministra un territorio, una Regione, uno Stato, abbia competenze, cultura, capacità e, soprattutto, una visione positiva della società futura, non limitandosi a coltivare il proprio attuale orticello sperando che un miracolo sconvolga l’esistenza della comunità stessa.
“Quando parlo di Ambiente – afferma il Dott. Cirillo – non intendo solo l’ecologia, ma l’economia, la salute, la cultura, quindi un concetto olistico molto più evoluto dei concetti dei classici movimenti o partiti ecologisti che hanno costruito le loro alterne fortune dicendo solo ‘no’ ogni volta che c’era da realizzare un termovalorizzatore, perfettamente compatibile con l’ambiente, al posto di una discarica maleodorante e inquinante, e infatti, oggi non raccolgono più consenso“.
“Le sembra credibile – prosegue l’ex Sindaco di Basiglio – un paese che smaltisce più del 50% di rifiuti in discarica, pagando, quando il resto d’Europa ne smaltisce al massimo il 10% o addirittura meno? Questo ritardo culturale lo dobbiamo proprio a quei movimenti e partiti ‘ecologisti’ che sulle paure e la superstizione ha tratto solo profitto. Le tecnologie odierne sono così evolute che l’innovazione in campo ambientale può produrre sana economia nel rispetto della natura e della salute, quindi ‘sviluppo sostenibile“.
“Le faccio un esempio – continua il Dott. Cirillo – In Italia ci sono centrali termoelettriche e cementifici che per produrre energia o cemento bruciano ‘carbon coke’ o ‘pet coke’, le cui emissioni non sempre sono compatibili con la qualità dell’aria. Ebbene il ciclo virtuoso dei rifiuti consente di produrre un prodotto combustibile, noto come Combustibile Solido Secondario, nato dal trattamento dei rifiuti riciclabili, che potrebbe benissimo sostituire i combustibili fossili con un enorme vantaggio sia per le emissioni nell’aria e quindi per la salute, sia per l’impiego di personale elevato nei centri di trasformazione dei rifiuti, quindi per l’economia, ed un vantaggio per il ciclo integrato di raccolta e smaltimento rifiuti che assilla qualsiasi amministrazione comunale. Però nessun partito politico mette al centro della sua azione proprio lo ‘sviluppo sostenibile’ come driver per rilanciare questa Italia impantanata, semplicemente perché non ha questa coscienza, non ha questa formazione e si aggrappa a vecchi schemi di governo. Da quando Papa Francesco ha reso attuale il messaggio di San Francesco d’Assisi che, nel Cantico delle Creature, parla di ‘custodire e coltivare la bellezza del creato’, queste tematiche le troviamo spezzettate e propagandate in tutte le formazioni politiche, senza un disegno omogeneo e coerente; ecco perché siamo molto arretrati sui temi dello ‘sviluppo sostenibile“.
Ed ecco l’affondo del Dott. Cirillo, che ha già amministrato il comune lombardo, ma conosce bene la materia e sa come poter rilanciare lo sviluppo economico del nostro Paese: “Le sembra possibile che un paese come l’Italia, che ha più di 6000 comuni a rischio dissesto idrogeologico non abbia un piano di investimenti continuativo capace non solo di rendere sicuri i nostri territori ma di offrire un volano di occupazione in un settore, quello dell’edilizia, in crisi strutturale? Basterebbero 2 miliardi l’anno di euro per venti anni, per attuare ciò! Oppure, l’Italia che è territorio anche vulcanico, con innumerevoli luoghi dove sono presenti fenomeni del ‘vulcanesimo minore’, non abbia una politica per lo sfruttamento dell’energia geotermica? Pensi che da sola potrebbe soddisfare il 30% del fabbisogno energetico nazionale, piuttosto che proporre le orribili pale eoliche, che non solo deturpano il paesaggio, ma sono economiche per chi le ha installate fintanto che ci saranno gli incentivi per le fonti rinnovabili, che comunque paghiamo poi, noi in bolletta“.
“Ho fatto questi esempi – prosegue – per dimostrare che le politiche ambientali potrebbero avere fortissime ricadute economiche se fossero praticate in maniera coerente e sistematica“.
E dal ‘piccolo’ comune di Basiglio, nell’hinterland milanese, lo sguardo del Dott. Marco Cirillo si alza verso l’orizzonte politico nazionale, che lui ha assaggiato già, come Sottosegretario, anche se per un periodo brevissimo: “la politica nazionale oggi è completamente autoreferenziale, chiusa nei palazzi, lontanissima dalle esigenze reali delle famiglie e delle imprese, debole, sempre più Europa-diretta, incapace di dare una prospettiva, una direzione alla nostra Italia con grande danno per le nostre imprese e le nostre famiglie. Già il fatto che in Italia sia possibile avere un Presidente del Consiglio non eletto la dice lunga sull’arretratezza costituzionale di questo paese. L’attuale governo non ha né le competenze e né le capacità per incidere sull’attuale situazione. E, mi lasci dire, nel contesto internazionale l’Italia non è considerata, proprio per quanto le ho appena detto. E questo è un grandissimo problema“.
“Lo spessore dei componenti del governo – prosegue – è davvero modesto, per non dire inadeguato, alla gravissima crisi che stiamo vivendo. Bisognerebbe partire da lontano per spiegare perché siamo in questa situazione, ma posso solo dire che è stata la politica a far del male a se stessa smettendo di creare consenso attraverso la capacità di indirizzare, di decidere con in mente una visione futura dell’Italia, invece di inseguire il consenso cavalcando tematiche populiste e soprattutto delegittimando l’avversario sul piano personale e non politico. I partiti come organizzazioni di massa, capaci d’intercettare le istanze, i problemi e trasformarli in programmi nazionali sono ormai superati, l’ultimo ormai in via di rottamazione è il PD. Esisteranno solo movimenti propagandistici che faranno riferimento al leader di turno che sarà misurato per la sua capacità di trovare sponsor finanziari. Con buona pace dei detrattori populisti del finanziamento pubblico ai partiti, la politica la farà solo chi sarà in grado di trovare finanziatori o metterle lui stesso“.
“Per salvaguardare la rappresentanza democrazia – continua il Dott. Cirillo – è quindi necessario partire da come si selezionano i decisori, chi siede nei banchi del Parlamento e fa le leggi, che non possono essere selezionati attraverso liste precompilate“.
Ed ecco che la propria idea di rinnovamento dell’architettura dello Stato prende forma nelle parole del Dott. Cirillo: “A mio a mio avviso, oltre all’elezione diretta del Presidente del Consiglio, è necessario collegare l’eletto col territorio attraverso una sana competizione; mi riferisco alla possibilità del cittadino di scegliere il proprio rappresentante attraverso il voto di preferenza. Solo così si potrebbero bilanciare gli interessi dei finanziatori del leader con gli interessi del deputato a rispondere al territorio che l’ha votato. Il Senato potrebbe benissimo essere l’equivalente della Camera delle Autonomie, dove si affrontano tutte quelle tematiche a metà tra Stato e Regione/Comune; mentre la Camera dei Deputati dovrà essere ridotta di numero e con i deputati eletti solo se hanno ricoperto cariche amministrative, quale Sindaco, assessore, consigliere in precedenza“.
“E poi – continua il Dott. Cirillo – andrà attuata una grandissima riforma dei Ministeri, in primis l’accorpamento del Ministero dello Sviluppo Economico con quello dell’Ambiente chiamandolo ‘Ministero dello Sviluppo Sostenibile’, con una riforma anche dei direttori generali, non più inamovibili, e del funzionamento dei Ministeri stessi. Insomma un’operazione al cuore dello Stato, strutturale e prodromica a qualunque successivo snellimento dell’architettura istituzionale“.
Perché, per il Dott. Marco Flavio Cirillo, la politica “è passione, una passione civile che ti fa soffrire quando vedi che tutto va al contrario di come logica vorrebbe, quando vedi politici incompetenti, irresponsabili, incapaci, che parlano di fatti che riguardano la vita della gente come se fossero al bar sport, che esercitano il potere solo fine a se stessi e non per risolvere i problemi delle famiglie e delle imprese, e che non hanno etica per non dire moralità“.
“Ma questo – afferma l’ex Sindaco – è purtroppo il tempo che stiamo vivendo e non riguarda solo il mondo politico che null’altro è che lo specchio di una società che reclama solo ‘diritti’ e mai doveri“.
“Il mio sogno – afferma il Dott. Cirillo – è quello che si riscopra il valore della preparazione, delle competenze, delle esperienze, dell’etica tale per cui possa rinascere una classe politica all’altezza delle situazioni, che metta al centro lo ‘sviluppo sostenibile’ del nostro paese come unico driver capace di darci una prospettiva futura grazie proprio alla nostra cultura millenaria, fatta di saperi antichi ed innovazione costante, in particolare nel tessuto delle piccole e medie imprese. Una classe politica capace di tracciare una rotta che ci porti in lidi migliori e di cui vorrei farne parte“.
Ed è, questa, la speranza di chi vuol cambiare, riponendo la fiducia in persone come il Dott. Marco Cirillo, che con la sua esperienza, con le sue capacità e grazie anche a questa sua straordinaria voglia di fare, di agire, si possa immaginare un mondo migliore per le generazioni future.
Perché come affermò Don Luigi Sturzo: “Ho sentito la vita politica come un dovere, ed il dovere dice speranza“.
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