LA GRANDE GUERRA: STORIE DI UOMINI E DONNE, RACCONTATE DA ALDO CAZZULLO


La Grande Guerra raccontata attraverso le storie di gente comune, attraverso gli atti eroici dei fanti contadini, attraverso il coraggio delle famiglie italiane. Aldo Cazzullo, editorialista del Corriere della Sera, torna in libreria con una nuova edizione de “La guerra dei nostri nonni”, già pubblicato nel 2014, riscuotendo un grande apprezzamento tra i lettori.


Aldo Cazzullo racconta, attraverso storie di vita comune, la prima Guerra Mondiale, un conflitto che ridisegnò la storia geopolitica dell’Europa e ne modificò gli equilibri, ma che ha anche sconvolto il mondo intero, con le sue atrocità.
Trentasette milioni circa sono state le vittime di questo conflitto, tra civili e soldati, tra morti, feriti, mutilati: una carneficina che rivive negli strazianti racconti di chi ha vissuto la Grande Guerra. Una intera generazione fu spazzata via con lo scoppio del conflitto mondiale, ragazzi che non poterono divenire nonni, per raccontare l’orribile esperienza. È a loro che Aldo Cazzullo dedica questo meraviglioso saggio, per ricordare il loro coraggio, il loro sacrificio in nome dell’ideale di Patria. Ma anche a tutti quelli che furono fortunati, perché tornarono ad abbracciare la loro famiglia, ma preferirono dimenticare la terribile esperienza, perché traumatizzati dall’orrore vissuto.
Il primo conflitto mondiale non fu la storia di gesti eroici di re, imperatori, generali; qui non trovarono posto novelli Garibaldi o Mazzini. Questa fu la storia della gente comune, di contadini trasformatisi in fanti, di gente che fu costretta ad abbandonare la zappa per imbracciare il fucile. È la storia di un popolo che si dimostrò eroico, nonostante le “gravissime responsabilità di una classe politica, intellettuale e affaristica che trascinò in guerra un Paese che nella grande maggioranza voleva la pace, e di una casta militare che fino a Caporetto si dimostrò la più sprezzante d’Europa (tranne forse quella russa) nei confronti dei propri soldati” come ha ricordato lo stesso Aldo Cazzullo.
È la storia di epici combattimenti, sul Piave, sul Carso, a Vittorio Emanuele, Caporetto; è la storia della lunga attesa, trascorsa in trincea, in attesa dei movimenti nemici; un angosciante attesa per tutti i soldati coinvolti, e tanti ne morirono per malattie, scarsa igiene, per il freddo e la fame, piuttosto che per un colpo di fucile nemico.
Per l’Italia fu la “prima grande prova della sua giovane storia – come ricorda Cazzullo -Poteva essere spazzata via; invece resistette. Dimostrò di non essere soltanto «un nome geografico», come credevano gli austriaci, ma una nazione”.
È una storia che “aiuta a ricordarci chi siamo, su quali sofferenze si fondano la nostra indipendenza,la nostra libertà, il nostro benessere, per quanto declinante”, come rivela lo stesso giornalista.
Aldo Cazzullo non si veste da storico, non si lancia in complesse analisi storico-politiche; dà semplice voce a chi questa storia l’ha vissuta sulla propria pelle, chi è stato protagonista di vicende più grandi di loro, di uomini e donne comuni, per non dimenticare, per ricordare il loro prezioso contributo di sangue versato in nome della nostra Patria, perritrovare la consapevolezza di noi stessi e la speranza in un avvenire che non è segnato né nel bene né nel male, ma dipende soprattutto da noi”.


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