FABIO INNOCENZI: I SEGRETI BANCARI DI UN MANAGER PERBENE


La fiducia si guadagna goccia a goccia, ma si perde a litri” scrisse Jean-Paul Sartre; e la nostra società, dopo quasi vent’anni di crisi economica sembra aver prosciugato tutta la propria riserva di fiducia in un sistema, quello economico e bancario, che ha commesso grossi errori e non ha ancora dato segnali significanti per porvi rimedio.

Ogni giorno assistiamo impotenti a grandi scandali che coinvolgono i sistemi bancari, da Monte dei Paschi di Siena a Banca Etruria, scelte sbagliate, le loro, che diventano perdite forti, le nostre perdite; giochi finanziari, i loro, che bruciano i nostri risparmi. Non c’è un paracadute sicuro nel gioco finanziario, i rischi che si corrono sono sempre molto alti, il pericolo di bruciare tutto improvvisamente, è sempre dietro l’angolo, e l’incoscienza e la spregiudicatezza di certi individui dei piani alti, vestiti in giacca e cravatta, è divenuta, in questi ultimi anni, il male oscuro e dannoso di un sistema che è fallito, portando disperazione a migliaia di correntisti, che improvvisamente, perdevano soldi, speranza, fiducia.
Abbiamo paura, la radio dice che Northern Rock ha fatto i mutui spazzatura e che rischia di chiudere. Siamo qui per avere indietro i nostri soldi. Speriamo che non sia tardi». Li guardavo. Erano tutti in fila, ricchi e poveri, giovani e vecchi, bianchi e neri. La gente normale, la gente vera. Qui, a Londra, nella ricca Europa. Non stavo guardando un film sul fallimento dell’Argentina. Questa volta toccava a noi. Non ero di fronte a sofisticati operatori di Borsa che muovono montagne di soldi per speculare. Questa era gente che lottava per i propri risparmi e che in poche ore avrebbe fatto fallire Northern Rock, che si sarebbe ritrovata senza soldi”.
Fabio Innocenzi è un manager bancario, ancora giovane rispetto alla gerontocrazia che governa il sistema bancario, ambizioso, rampante, capace. Fabio Innocenzi è stato testimone di un sistema che pian piano si stava disfacendo, di un sistema ingordo, che ha divorato tutto, inseguendo la chimera della ricchezza e che miseramente ha fallito.
E racconta questa testimonianza in un libro, “Sabbie mobili”, Codice Edizioni, una sorta di diario, scritto in prima persona, nel quale traccia eventi già conosciuti a tutti, vicende bancarie già note, ma viste dai piani alti del sistema; un dietro le quinte che mette in luce l’altra metà di una realtà complessa, come quella del sistema finanziario.
Un diario schietto, sincero, dalla lettura veloce ed appassionata, che svela un mondo che non vediamo mai, che non è ciò che sta propriamente dietro lo sportello della nostra banca, ma ciò che sta sopra di essa, che gestisce, governa, amministra, decide le sorti di un sistema, che oggi ci appare ancora più fragile e pieno di incertezze.
Fabio Innocenzi non è una sorta di pentito bancario che spiattella i retroscena, le verità bancarie scomode per mondarsi la propria coscienza, ma ci invita a riflettere su un mondo che poco si conosce, dove bene e male convivono, dove cinismo, spregiudicatezza, arroganza vivono insieme a concetti come responsabilità ed onestà, e non bisogna mai sparare nel mucchio, ma discernere il il giusto dall’ingiusto. E ce lo sottolinea proprio nel sottotitolo che accompagna il testo: “Esiste un banchiere perbene?“.
Domanda retorica, quella posta da Innocenzi, perché secondo il suo pensiero e leggendo questo suo personalissimo racconto, questa figura simil mitologica esiste e la possiamo incontrare.
E “Sabbie mobili” diventa, così, una lunga cavalcata di un ragazzo laureato alla Bocconi, che entra nel circuito bancario diventando un manager di successo, in UniCredit, Banco Popolare, Intesa Sanpaolo, UBS Italia; c’è la sua crescita professionale mentre il mondo della finanza cambiava, mutava, vivendo la sua spaventosa crisi.
Così vicende personali s’intrecciano a vicende di dominio pubblico, come le scalate riuscite o fallite, i crac, i ‘furbetti del quartierino’, i derivati spazzatura piazzati da Italease e la relativa vicenda giudiziaria, che lo ha pure coinvolto.
Compaiono nomi noti come Profumo, Geronzi, Caltagirone, Giarda, Passera, leggiamo come finanza e politica vivano a strettissimo contatto, come le ingerenze dell’una influiscano pesantemente sull’altra, come certi controllori siano troppo legati ai controllati, il tutto in un mondo dove il mercato del lavoro è ancora troppo ingessato, il mondo dei sindacati è ancorato a sistemi vecchi e antiquati, la burocrazia è eccessiva e la lentezza della giustizia frena ogni possibilità di crescita e di sviluppo.
Perché Fabio Innocenzi è stato anche vittima di un processo, proprio per lo scandalo Italease. Fu accusato di aggiotaggio, processato e assolto con formula piena dopo lungo iter processuale
Una vicenda personale che racconta in questo diario, e che è stata la spinta propulsiva a mettere nero su bianco fatti e vicende.
Sono state queste le sue sabbie mobili, queste vicende giudiziarie che lo vedevano affondare, pur sentendosi innocente, mentre attendeva solo che il giudice emettesse il suo verdetto, per porre fine al suo incubo.
Che senso ha lavorare giorno e notte, per mesi, dando luce a ogni angolo nascosto, rendendo visibile ogni passaggio, per poi dover subire questo martirio“; il martirio di un processo lungo, faticoso, stancante, in un mondo che oggi, già ti condanna in quanto appartenente al mondo delle banche, ma che ha permesso all’uomo Innocenzi di rimettere ordine tra i mille tasselli della propria esistenza.
E da queste sabbie mobili ne è emerso un uomo nuovo, forse più sereno, ed un prezioso racconto intimo, che non ha la pretesa di accusare nessuno, non ha la pretesa di svelare chissà quali segreti bancari, ma semplicemente raccontare un mondo che in tanti ancora non conoscono. Non un libro polemico o accusatorio, ma attraverso le sue pagine, possiamo capire come vengono fatte certe scelte, come vengono prese certe decisioni, come vengono scelti i manager, come si possono anche organizzare vere truffe bancarie, proprio quelle che hanno messo in ginocchio un sistema che tutti noi credevamo solido e sicuro.
Un libro liberatorio per Fabio Innocenzi, un libro rivelatore per noi; un libro che chiude un periodo lungo e difficile, ma anche entusiasmante della sua vita e ne apre di nuovi.
Adesso voglio. Voglio stare con lei, voglio ringraziare gli avvocati, voglio chiamare Dario e Pietro, anche mia mamma e mia sorella, voglio rispondere agli amici che stanno bombardando il mio BlackBerry, voglio ridere, voglio respirare, voglio fuggire. Voglio tutto”.




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