VINCENZO IMPERATORE: L’EX SQUALO SVELA TUTTI GLI INGANNI DEL SISTEMA BANCARIO

È un bene che la popolazione non capisca il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione” disse l’industriale e filantropo Henry Ford.

Appunto, proprio quel rapporto di fiducia che ognuno di noi riponeva nella propria banca, e che ci permetteva di affidargli i nostri risparmi, e delegargli il nostro futuro economico e finanziario, attraverso investimenti e polizze che ci potessero garantire una vecchiaia più serena. Il direttore era ancora visto come un amico di famiglia ed ogni suo consiglio veniva benedetto, perché credevamo in lui.
Ogni azienda, piccola o grande che sia, sapeva che, in caso di necessità, poteva rivolgersi alla propria banca, perché una soluzione la si sarebbe trovata.
Poi, il buio, l’incubo senza fine di una crisi che è stata pagata tutta sulla pelle di ignari risparmiatori e correntisti.
Abbiamo scoperto che le banche hanno giocato con i soldi nostri, e li hanno pure persi, sul tavolo verde della speculazione; abbiamo scoperto che le banche hanno bilanci con enormi buchi ed una montagna di titoli azionari che sono poco più che spazzatura; abbiamo scoperto che le banche possono pure fallire, ed il loro fallimento è il fallimento di tutte le nostre speranze riposte in loro.
Improvvisamente, la finanza è divenuta il termometro della nostra economia reale, tutto si misura con i concetti finanziari; ed abbiamo pure dovuto imparare termini nuovi, sapere cosa fossero i titoli speculativi, ad esempio, cosa i sub prime, abbiamo, per forza di cose, dovuto imparare a leggere un estratto conto, quel foglietto informativo che la nostra banca ci inviava a casa in modo cadenzato, per capire cosa stesse succedendo ai nostri soldi depositati, e che noi leggevamo sempre con uno scarso interesse.
Verità che vengono oggi a galla, amare, tristi, che hanno rotto per sempre quel rapporto fiduciario, e ci hanno svegliato dal torpore di un effimero benessere in cui credevamo di vivere, per sbatterci dentro una realtà che ha i contorni di un incubo.
Capire, conoscere, sapere sono gli unici strumenti che noi abbiamo per difenderci da questi squali vestiti da banchieri.
E atti coraggiosi, come quello del Dott. Vincenzo Imperatore, ex manager bancario riconvertito sulla strada dell’onestà, che è stato il primo a denunciare nell’ottobre 2014, quello che sta avvenendo,sono le uniche speranze nostre per porre fine a questo incubo, o quanto meno di conviverci avendo una maggiore consapevolezza.
Io so e ho le prove” non è solo, il saggio scritto da Imperatore, ma un autentico atto di accusa, un diario di bordo scritto da un pentito vero di un sistema malato.
Vincenzo Imperatore era un ingranaggio importante del meccanismo perverso bancario; è stato una macchina da guerra nel raggiungere gli scopi della propria azienda, un esecutore diligente e brillante delle direttive che piovevano dall’alto.
Non c’erano scuse morali, obiezioni di coscienza, remore, in lui, come in tutti gli altri, nell’agire senza scrupoli, perseguendo il successo aziendale, che coincideva con quello personale: ricchezza, successo, agi, benefit, avidità; tutto ottenuto con l’inganno e, qualora fosse stato necessario, anche con subdoli ricatti psicologici, tutto alle spalle di ignari e sprovveduti correntisti.
Solo il risveglio della coscienza ha permesso a Vincenzo Imperatore di abbandonare la malefica strada per tornare sulla via più retta, e, con coraggio, urlare lo scandalo che si cela dietro il sistema bancario, senza remore, senza paura, ma con onestà.
A quel punto la strada è segnata: nonostante gli sforzi non mi sento più un allineato e pianifico di lasciare questo lavoro. Oltre ai ricordi, porto via con me una certa rabbia, che mi spinge a passare dall’altra parte. Oggi mi occupo di consulenza aziendale, sono specializzato in ristrutturazioni finanziarie e del debito. In pratica, aiuto le persone a gestire la propria finanza ed eventualmente a difendersi dalle banche“.
Ed il suo saggio, “Io so ed ho le prove“, edito da Chiarelettere, è un utile testo, agile nella lettura e facile nella comprensione, sebbene l’argomento trattato comprenda un numero considerevole di tecnicismi, spesso astrusi a noi correntisti.
Un testo che disvela, finalmente tutti i segreti che nascondono i comportamenti bancari, tutti gli strumenti che hanno usato per ingannarci e spolparci.
Il profitto era il mantra del sistema bancario, ogni banca, ogni sportello, doveva generare profitti, utili, ricchezze perseguendo il benessere dell’azienda, non certamente quello della società.
Il sistema bancario si è evoluto, sfruttando l’ignoranza dei correntisti che si fidavano e firmavano senza sapere, sfruttando le necessità di aziende e privati che cercavano liquidità immediata, sfruttando un sistema di controlli che, in realtà, vigilava poco e male, e sfruttando la politica, i cui interessi troppo spesso erano coincidenti con quelli del sistema bancario.
Banche che diventavano abili venditori di fumo, piazzando polizze assicurative svantaggiose ma obbligatorie se volevi ottenere un fido, un prestito, un mutuo.
Banche che ti vendevano diamanti o fondi immobiliari, brillanti specchietti per le allodole, che promettevano sicuri guadagni, ma, in realtà nascondevano sonore fregature.
Il vantaggio era solo per la banca che piazzava la merce, e per il consulente/venditore che propinava il presunto affare all’ignaro e, magari, disperato correntista.
Un sistema, quello bancario, divenuto presto un abile prestigiatore, riuscendo a trovare lauti ricavi dietro una sigla, dietro una norma, dietro una modifica, spesso unilaterale, di un contratto.
Le leggi venivano abilmente aggirate, i controlli pure, le denunce pure, visto che attraverso subdoli ricatti psicologici riuscivano ad ottenere il massimo con uno sforzo minimo.
Tutto questo finché il castello finanziario di carta ha retto il gioco; poi, quando il vento burrascoso della crisi ha soffiato forte spazzando via certezze e sicurezze, tutto è precipitato lasciando i correntisti spesso, gabbati, ingannati e pure, più poveri.
Vincenzo Imperatore nel suo j’accuse mette tutto nero su bianco, con limpida onestà, per spiegarci le dinamiche del sistema bancario, i suoi segreti, i suoi inganni, i suoi trucchi, i suoi ricatti psicologici, e quali strumenti abbiamo noi correntisti per difenderci dagli squali in giacca e cravatta, perché proteggersi si può e si deve.
Un testo, quello di Imperatore, che ci illumina, ma scatena anche tanta rabbia; un saggio da utilizzare per giocare finalmente, ad armi pari con un sistema che ha sfruttato tutte le nostre debolezze e necessità.
Per cancellare finalmente, anche quel brutto pensiero, spesso tradotto con la “frase del solito italiota: l’avevo detto io che non si va contro le banche“.
Grazie a Vincenzo Imperatore, da oggi, nessuno può più dire, io non sapevo nulla. Grazie a lui, il velo è stato squarciato, la verità è emersa con tutta la sua brutalità, gli strumenti per capire e difendersi sono stati forniti, e possiamo attuare quella rivoluzione necessaria perché tutto finalmente possa cambiare profondamente.


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