L’On. Silvia Costa: la politica vissuta con il coraggio delle idee e la forza morale dell’azione

Quando le donne si sono impegnate nelle battaglie, le vittorie sono state vittorie per tutta la società. La politica che vede le donne in prima linea è politica d’inclusione, di rispetto delle diversità, di pace”, disse Tina Anselmi, una tra le figure politiche più importanti della nostra travagliata storia repubblicana, una che possiamo tranquillamente annoverare tra le madri nobili della Patria, anche se la nostra società preferisce, troppo spesso, ricordare solo i padri della Patria, dimenticando il prezioso contributo che grandi donne hanno dato al nostro Paese.

E, come Tina Anselmi, sono tante le donne che hanno creduto veramente nel loro impegno politico, hanno sacrificato molto di se stesse per offrire un contributo fattivo nelle grandi e piccole battaglie politiche e sociali; e lo fanno con la gioia di offrire tutte se stesse per un bene comune più alto e significativo; e lo fanno con umiltà, con coraggio, con devozione e dedizione, come solo una donna è capace di fare. Come l’On. Silvia Costa, una vita politica trascorsa tra il Parlamento italiano, ieri, ed il Parlamento europeo, oggi, ma da sempre impegnata nelle battaglie in difesa della cultura, in difesa delle donne e dei bambini, affinché sacrosanti loro diritti vengano finalmente riconosciuti.
Ma, l’impegno dell’On. Costa non si è limitato solo alle aule parlamentari o nelle Commissioni; il suo impegno è stato importante anche fuori, nella realtà di ogni giorno; basta ricordare gli anni in cui è stata redattore del quotidiano Il Popolo, o ricordare che è stata tra le fondatrici di Telefono Azzurro, o che l’On Costa è stata consigliere del Cnel e anche Presidente dell’Accademia di Belle Arti.
Appunto, arte e cultura, tutela dei minori, riconoscimento delle pari opportunità, difesa dei diritti delle donne, sono queste le significative battaglie che hanno visto l’On. Silvia Costa in prima linea, ieri come oggi, che siede nel Parlamento europeo, ed è stata nominata per acclamazione Presidente della Commissione Cultura e Istruzione.
Lei, che è stata folgorata dalla politica, “quella autentica, in cui si avvertiva anche un dovere morale, e non si rincorrevano logiche ed interessi personali, come spesso sembra apparire oggi”, rivela che mai avrebbe “pensato che questa passione per la politica si sarebbe, poi, trasformata in una vera professione”; una passione che le nasce dal “piacere di incontrare le persone, di ascoltare i loro problemi, le loro richieste, le loro necessità, mettendomi al loro servizio per offrire risposte concrete”.
Il mio impegno – dichiara l’On. Silvia Costanasce dal profondo desiderio di capire e comprendere la realtà che ci circonda”.
Nella mia formazione – prosegue - è stata sicuramente importante una certa testimonianza riformista, non però di tipo marxista o comunista, quanto certi approfonditi studi storici e sociali. E non posso certamente nascondere le mie radici culturali e politiche, che sono cristiane, democratiche e liberali”.
Certamente, contribuì alla crescita di questa sua passione verso la politica anche l’incontro “con grandi donne della politica italiana, come Tina Anselmi, che fu la prima a ricoprire l’incarico di Ministro, nel 1976, o Franca Falcucci, a cui dobbiamo riconoscenza per il suo impegno politico nel superare le molteplici difficoltà che gli alunni con disabilità incontravano nel loro percorso scolastico, o l’On. Maria Eletta Martini, ed il suo profondo impegno in difesa della famiglia e dei più deboli, fondatrice, tra l’altro, della Fondazione Volontariato e Partecipazione; tre donne straordinarie, donne capaci, con le loro sensibilità, di fare grandi battaglie parlamentari, in difesa dei più deboli, degli emarginati, in difesa della famiglia, in difesa dei diritti della donna. Il loro fu un contributo umano e politico importante per rendere migliore la nostra società”.  
Credo - rivela l’On. Costache Don Milani avesse ragione, quando affermava che la politica è uscire dai problemi insieme; la politica dovrebbe essere un gioco di squadra, dove le diverse sensibilità, le diverse culture s’incontrano, e non un luogo dove vincono i personalismi e gli individualismi”.

Proprio quello che sembra, invece, l’attuale politica, dove la fanno da padrone gli egoismi, dove ci si aggrappa tenacemente all’uomo solo al comando, convinti che abbia tutte le risposte ai nostri problemi, dove gli interessi particolari sembrano prevalere su tutti gli altri. Un modo di fare politica questo, che sta allontanando sempre più la cittadinanza dalla politica stessa, dai partiti che la rappresentano, convinti che alla fin fine, poi, sono tutti uguali.

C’è stata una frattura, un cortocircuito, nel 1992 – rivela l’On. Silvia Costa - quando, con l’inchiesta di Manipulite si è processata un’intera classe politica; un processo che fu fatto in modo anche grossolano, ma che evidenziava, comunque, un profondo sistema corruttivo che coinvolgeva i partiti; un sistema sostanzialmente tollerato dai partiti stessi, con i loro finanziamenti illeciti e con i tanti soldi che giravano in modo incontrollato. Oggi, certe logiche correntiste hanno spostato gli interessi sui singoli, anziché sui partiti”.
Bisognerebbe ricordare – prosegue l’Onorevole – che, ad esempio, la Democrazia Cristiana ha comunque governato per quarant’anni, ma quando è avvenuta una certa collusione con i poteri forti, con certe lobby, allora si è smarrito il valore etico e morale della sua azione politica”.
Oggi – ammette amaramente – la politica appare sin troppo individualista, tollerando troppi comportamenti disinvolti, una sorta di devozione al dio denaro, un modo di fare politica dove non esiste etica del dovere né una morale”.
È naturale – prosegue – che i cittadini, vedendo ciò, si allontanino dalla politica, identificandola con la sua accezione più negativa; per questo dovremmo recuperare la credibilità perduta portando avanti i veri valori della politica, come la responsabilità, le competenze, i doveri morali; ci dovrebbero essere delle sedi di rappresentanza sociale, per ricreare dei canali positivi tra politica e cittadini, in cui questi ultimi possano valutarne l’operato e giudicarlo, e dove la politica stessa deve rendere conto della sua azione. Perché in politica non siamo tutti uguali, ognuno mantiene la propria sensibilità ed inclinazione, proprio come affermava il filosofo Hegel, quando scrisse nella sua opera ‘Fenomenologia dello spirito‘, che non è vero che nella notte tutte le vacche sono nere, così in politica non è vero che le singole differenze vengono a confondersi, esse restano sempre abbastanza distinte”.
E tale disaffezione che il cittadino avverte verso la politica, la si nota anche allargando lo sguardo all’Europa, una preoccupazione che sente anche la stessa Silvia Costa.
L’Europa è stata la straordinaria opportunità che ha legato popoli con un destino comune, ma, troppe volte il progetto ha subito dei rallentamenti, soprattutto quando gli interessi dei singoli Stati prendono il sopravvento sugli interessi comuni, paralizzando quasi, le decisioni che devono essere assunte. Eppure le sfide sono ancora tante, come la globalizzazione, il superamento della crisi economica e finanziaria, che è scoppiata in America, ma che ha colpito anche la stessa Europa, ed i suoi singoli Stati. Ci vorrebbe una governance più forte, maggiore coraggio, saper osare di più, però i singoli Stati devono anche sapersi assumere grandi responsabilità, abbandonando certi egoismi e certi personalismi”.
Inoltre – prosegue l’Europarlamentare – c’è il problema dell’immigrazione ed il dramma dei profughi in fuga dai luoghi di guerra, che l’Europa dovrebbe affrontare con coraggio ed umanità, e non costruendo muri. Per questo sarà anche molto importante il vertice mondiale umanitario che si terrà ad Istanbul il 23 e 24 maggio”.
Che dovrà vedere un’Europa finalmente protagonista, “con un programma di accoglienza comune, che non lasci soli i Paesi, come la Grecia e l’Italia, ad affrontare l’emergenza, anche se oggi qualche Stato membro, come l’Ungheria o l’Austria sembrano voler chiudere i loro confini, pensando a costruire muri per proteggersi; dobbiamo invece, essere capaci di superare i propri egoismi nazionalisti per affrontare, insieme, un’emergenza grave, senza più vedere quei campi profughi dove vengono ammassate migliaia di persone, senza dignità ed rispetto, come sta accadendo oggi”.
Questo per riscoprire l’umanità di un popolo generoso nei confronti di persone costrette alla fuga da conflitti, dalla guerra, dalla povertà. Una umanità che l’Europa può ritrovare solo se rimette la cultura al centro della sua politica.
Sogno – rivela l’On. Silvia Costanuove regole per ricercatori e stagisti, regole che permettano di cogliere meglio le molteplici opportunità che l’Europa dovrebbe riuscire ad offrire; maggiori investimenti verso l’innovazione e la ricerca. La politica deve stimolare sempre più i giovani a non chiudersi nei propri confini nazionali, ma a cercare nuovi confronti e nuove opportunità viaggiando in una Europa senza confini. Anche per questo, vorrei ricordare una significativa iniziativa: 13 alberi a Villa Borghese in memoria dei tredici sfortunati ragazzi dell’Erasmus, morti in un incidente stradale in Spagna, recentemente, per ricordare le loro giovani vite spezzate, per non dimenticare”.
Perché questo è il sogno dell’On. Silvia Costa, ed il suo impegno, come rappresentante delle Istituzioni, ma soprattutto, come donna, quello di “rafforzare sempre più il diritto a studiare all’estero per ogni ragazzo, perché è occasione di crescita formativa e una opportunità di confronto culturale, che non dovrebbe mai essere negata; sogno una nuova stagione di riforme per rafforzare ancor più i diritti delle donne, perché le battaglie sono tante, per cancellare certe discriminazioni ancora presenti; sogno un welfare più amico e più vicino alle esigenze dei cittadini, soprattutto in un momento così difficile, come quello che stiamo vivendo”.  
E, soprattutto – prosegue l’Onorevole Costa - l’Europa dovrà essere in grado di rimettere in agenda un piano straordinario per l’Africa, una sfida che era già ben presente nelle idee dei nostri padri costituenti, ma che ancora non siamo riusciti a realizzare appieno: un Piano Marshall per aiutare il popolo africano a crescere e a riscattarsi, perché solo così possiamo cancellare finalmente barbarie come le tratte clandestine, la povertà e le disumane condizioni in cui il popolo africano è da sempre costretto a vivere. Questo piano straordinario può rappresentare il nostro ed il loro riscatto sociale ed economico, per lasciare alle nostre generazioni future un mondo migliore, con maggiori opportunità e maggiori libertà”.
E per realizzare ciò bisognerebbe “cogliere negli altri solo ciò che di positivo sanno darci”, come disse Nilde Iotti, e come l’Onorevole Silvia Costa ha dimostrato e sta dimostrando nelle sue battaglie politiche e sociali in difesa della cultura, delle persone più deboli, delle donne.



Commenti