CON CONCITA DE GREGORIO, ALLA SCOPERTA DELL’UNIVERSO FEMMINILE
“Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza“, disse Rita Levi Montalcini.
È questa la straordinaria normalità dell’universo femminile, un universo che mostra tutta la propria forza e la loro intrinseca fragilità; un universo che mostra tutta la capacità di muovere il mondo ed il suo bisogno di essere anche protetta ed amata; un universo che illumina le vite degli uomini, anche se, spesso, viene però, costretto a vivere nel buio.
Le donne sono madri, mogli, bambine, piene di sogni e desideri, di passioni e di insicurezze, guerriere che hanno lottato per affermare la propria dignità e per conquistare il proprio spazio, madri che donano amore e rispetto, figlie che cercano protezione e sicurezza.
Ma, troppo spesso, sono incomprese, non capite, non aiutate, abbandonate in stereotipi sociali oramai desueti, per cui devono continuare a tirare fuori le unghie, magari pure laccate, ma devono continuare a lottare, a dimostrare di essere capaci, indipendenti, perché finire negli stereotipi sociali, cadere nei pregiudizi è, purtroppo, una triste realtà sempre in agguato.
Concita De Gregorio ha ascoltato per due anni i racconti di donne, giovani, mature, anziane, ha ascoltato i loro sogni, le loro passioni, i loro desideri, le loro esperienze, e da questo loro canto corale ne ha tratto un bellissimo testo: Cosa pensano le ragazze, edito da Einaudi.
Un canto corale di vita vissuta, nel quale la protagonista è finalmente la donna, la sua anima, il suo mondo: un suono che coinvolge, sconvolge e ti travolge, che ti trascina in un universo che sembra sempre così inaccessibile, perché spesso, non si vogliono possedere le chiavi giuste per aprirlo.
Una raccolta di storie vere dedicato a chi fatica a capire le donne, o rinuncia a scoprirle; una raccolta dedicata anche a tutte quelle donne che si sentono vittime del destino beffardo, affinché possano trovare la forza di superare le difficoltà, possano trovare il coraggio di affrontare la realtà, attraverso la lettura di storie comuni, di storie vissute, di esperienze di vita di altre donne che hanno avuto il piacere di raccontarle.
“Ho parlato per due anni con mille donne, da sei a novantasei anni. Soprattutto adolescenti, giovani donne. Ho posto a tutte le stesse domande: cosa sia importante nella vita, come ottenerlo, come fare quando quel che si aspetta non arriva. Nelle risposte il tema centrale è sempre l’amore. L’amore e il sesso, l’amore e il desiderio, il tradimento, la famiglia, l’impegno, il corpo, l’amore e i soldi. Una sinfonia di voci raccolte davvero, ascoltate davvero: occhi visti con gli occhi, risate e lacrime, confessioni e segreti. Un’orchestra di strumenti diversi, una sola musica. Da questo coro di parole sono nate le mie storie: prendono occasione dalla realtà ma si aprono alla libertà di immaginare, da un frammento di verità, vite e mondi”.
Un compito che Concita De Gregorio ha assolto in pieno, grazie alla sua sensibile capacità di ascolto, alla sua precisa capacità di scandagliare l’animo umano, di saper leggere tra le pieghe di una storia, e di saperle narrare a chi ha orecchie per ascoltare e cuore per capire.
Perché basterebbe semplicemente oltrepassare quel sottile limite che divide le due metà dello stesso universo, per comprendere appieno la meraviglia che si cela dietro il mondo femminile, la sua complessità, la sua forza, la sua fragilità, e, così, forse, anche quei tanti casi di cronaca nera che trasformano le donne in vittime sacrificali di un modello stereotipato, vittime di un amore folle e cieco, oggetto di un desiderio malato e criminale, cesseranno di inorridire le nostre coscienze, di sconvolgerci, di interrogarci sul perché di tale meschinità.
Un succo di vita femminile, quello scritto da Concita De Gregorio, che può divenire la bussola ideale per addentrarci nel labirintico universo femminile, per comprenderle ed amarle ancor di più; un affresco della nostra realtà odierna, con le sue relazioni, i suoi sentimenti, i suoi problemi quotidiani ed esistenziali; ma è anche l’ennesimo riscatto di chi è stanca di essere schiacciata da pregiudizi e stereotipi.
Perché, forse, come disse Dacia Maraini, “non basta un atto di volontà per uscire da migliaia di anni di storia di divisione e di esclusione“, ma, certamente, un passo nuovo può decisamente cambiare ogni prospettiva.




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