ADDIO BERNARDO CAPROTTI, IMPRENDITORE FOLLE E VISIONARIO IN UNA ITALIA CHE NON C’È PIÙ


Genio e follia hanno qualcosa in comune: entrambi vivono in un mondo diverso da quello che esiste per gli altri”. Così parlò Arthur Schopenhauer.
E Bernardo Caprotti, l’imprenditore lombardo recentemente scomparso all’età di novantuno anni, era genio e follia, un visionario di altra epoca e di altro stampo.


Lui, figlio di industriali tessili, dopo la laurea, a ventisei anni fu spedito in America per farsi le ossa, per fare esperienza, per crescere ed imparare, prima di assumere le redini dell’azienda familiare.
Sacrificio, umiltà e determinazione sono state le caratteristiche caratteriali che ha affinato in questi suoi anni americani, caratteristiche che sono state importanti quando assunse, poi, il comando della sua azienda tessile.
Ma la follia ed il genio in lui si manifestarono quando portò in Italia un’idea innovativa tipicamente americana: il supermarket.
Si sa che la genialità e la visione folle devono sposarsi con una gran dose di fortuna, e si deve essere anche capaci di cogliere l’occasione della vita al volo, per determinare il proprio successo personale.
La follia e la genialità sta nell’aver aperto per primo in Italia, una grande catena di distribuzione alimentare, la fortuna invece la incontrò sposando il progetto di Nelson Rockefeller, che cercava proprio investitori italiani, sul finire degli anni ’50, per aprire la prima grande catena di negozi alimentari. L’occasione fu, invece, quella di anticipare la Rinascente, che era in trattativa con l’imprenditore americano, ma troppo titubante nell’accettare la sfida imprenditoriale.
Caprotti vide in questo progetto il suo futuro imprenditoriale, entrò in società con una quota minima, e lasciò fare tutto agli americani. Continuò a seguire la sua azienda tessile di famiglia, mentre la nuova creatura imprenditoriale stava crescendo sotto la guida e lo stile del management americano.
Solo sul finire degli anni ’60, cominciò ad occuparsi veramente del nuovo progetto alimentare, fino a scalare la società, acquisendo tutte le quote. Stava nascendo l’Esselunga.
Spuntarono negozi nel territorio lombardo, in quello piemontese e toscano, fino a raggiungere, attualmente, 157 punti vendita, con la presenza anche in Veneto, in Liguria e nel Lazio.
Tutti legati da un caratrere ben distintivo, tutti progettati per fornire un servizio di qualità per quella che era la classica famiglia borghese italiana.
Un’idea innovativa, per quegli anni, e vincente: fornire in unico grande punto vendita tutti i beni di largo consumo, dalla gastronomia, alla frutta e verdura, dalle bevande ai vini, tutti divisi in reparti, proprio nello stile americano dei grandi supermarket.
Caprotti fu il primo ad intuire l’importanza di un grande centro di distribuzione, che servisse tutti i suoi punti vendita, al fine di fornire un servizio migliore e più celere; fu il primo ad intuire l’importanza del codice a barre per automatizzare le vendite e le forniture nei suoi punti vendita; e fu il primo ad introdurre i prodotti a marchio bio, quando certi valori di qualità ancora non avevano preso piede in Italia.
Un innovatore, un visionario, uno capace di vedere oltre la realtà e d’immaginare il potenziale successo. Soldi, ricchezza, fama non lo avevano minimamente mutato: uomo spartano, era il primo a timbrare il cartellino e l’ultimo a lasciare il posto di lavoro, proprio per dare il buon esempio ai suoi dipendenti. Mangiava in sala mensa, come tutti gli altri, non cercava gloria personale rilasciando interviste o cercando copertine: il suo successo imprenditoriale era la sua fama.
Unico lusso: le vacanze in Grecia, in barca, e le battute di caccia nella sua tenuta privata.
Deciso nei modi, linguaggio pulito, mai una parola fuori posto, mai un atteggiamento fuori le righe. Era stato educato alla vecchia maniera e quell’impostazione l’aveva trasmessa nel suo lavoro.
Ma era anche un uomo di princípi e di valori, uno che sapeva farsi valere nei ragionamenti.
Inizialmente affrontò le lotte con i sindacati con piglio guerriero, facendo comprendere che le modalità di turnazione previste nei contratti industriali non potevano essere applicate alla sua catena alimentare, come sostenevano, invece, i sindacati. Battaglia vinta e, ricordiamolo, l’Esselunga fu la prima catena di distribuzione a chiudere nei giorni di festa, seguendo il principio che la famiglia è sacra e non può essere sacrificata per il business.
Lottò contro le Coop, accusandole di connivenze politiche che le avrebbero favorite, perché gli impedivano di aprire centri di distribuzione in Emilia-Romagna; e da questa sua battaglia ne trasse pure un libro: “Falce e carrello”, per cui subì anche un processo per diffamazione.
Altra battaglia, quella con i suoi figli. I rampolli di famiglia, quelli del primo e del suo secondo matrimonio, dopo studi e master, ed una proficua gavetta, trovarono posto nel border di comando aziendale. Dovevano essere loro a succedergli, quando, dopo aver passato gli ottant’anni, Bernardo Caprotti andava, finalmente, in pensione.
Ma lui intuì che i suoi figli non avevano il quid giusto per proseguire il suo lavoro, e li allontanò dall’azienda, avocando tutte le cariche a se.
Padre padrone e dominus della sua creatura, ingaggiò pure una battaglia legale contro i suoi figli, che vinse.
Dopo aver compiuto i novant’anni, sapeva di dover impostare il futuro di quella sua creatura che era cresciuta tantissimo negli anni, risultando tra le prime trenta aziende italiane per fatturato, ed aveva avviato le procedure per la sua vendita a colossi stranieri in grado di proseguire il suo compito aziendale, senza spolparla, come troppo spesso accade con i nostri marchi storici.
A quasi una settimana dal suo novantunesimo compleanno, li avrebbe compiuti il 7 ottobre, si è arreso alla malattia, lasciando un grande vuoto, perché uomini così visionari, così folli, ma anche così intuitivi non ne nascono facilmente, essi appartengono ad epoche che sono irripetibili. A noi resterà soltanto la sua folle visione incarnata da un’azienda con un marchio riconoscibilissimo.




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