“LE DONNE EREDITERANNO LA TERRA”: ALDO CAZZULLO RACCONTA IL SORPASSO DELLE DONNE SUGLI UOMINI


Voi donne siete meglio di noi. Non pensiate che gli uomini non lo sappiano; lo sappiamo benissimo, e sono millenni che ci organizziamo per sottomettervi, spesso con il vostro volenteroso aiuto. Ma quel tempo sta finendo. È finito. Comincia il tempo in cui le donne prenderanno il potere. Lo stanno prendendo. E «potere» non è una parola negativa; dipende dall’uso che se ne fa. Le donne ne faranno un uso migliore degli uomini. E li salveranno”.

Con questo incipit inizia l’ultimo saggio di Aldo Cazzullo, “Le donne erediteranno la terra”, edito da Mondadori.
Il giornalista ripercorre, attraverso le storie di tante figure femminili, il percorso emancipativo della donna, giungendo alla conclusione che questo percorso, così lungo e faticoso, sta giungendo al suo culmine: presto le donne erediteranno la Terra dagli uomini, un sorpasso sul genere maschile, un lascito del testimone in questa sorta di staffetta, che sarà portatrice di salvezza.
Già oggi, molte donne sono manager importanti, a capo di aziende prestigiose, già oggi le donne ricoprono incarichi di primo piano, già oggi, possiamo notare come la Germania ed il Regno Unito abbiano un Premier donna, e negli USA, una donna sta correndo per la Casa Bianca.
Quel sorpasso immaginato per troppi secoli, oggi si sta realizzando sotto i nostri occhi, e se solo noi società riuscisssimo a dare loro la possibilità di dimostrarlo, potremmo notare, anche con un certo piacere, quanto riescano le donne ad eccellere.
Un saggio, questo di Aldo Cazzullo, che ha in sé il potere di incuriosire, di portare una sana riflessione su un tema che, troppo spesso scade nella banalità degli stereotipi, ma è anche un sincero ed entusiastico augurio che il giornalista rivolge all’universo femminile; e fatto da un uomo che, certamente non può essere etichettato come una femminista convinta, ha il sapore dolce di come il mondo stia cambiando, e, in meglio.
Perché la donna svesta finalmente, gli abiti della dea del focolare, della divinità protettrice della famiglia, della madre generatrice di vita, per troppi secoli indossati, per sentirsi libera di inseguire il proprio sogno, senza legacci e stereotipi.
Il racconto di Giovanna d’Arco, la pulzella d’Orleans, eroina finita al rogo per stregoneria, quella di Valeria Manin, figlia d’Italia, quella di Maria Callas, con la sua capacità di autodistruggersi, quella, straordinaria di Rita Levi Montalcini, sono solo alcuni esempi che tratteggia Cazzullo nel suo saggio, raccontando quella loro straordinaria capacità di essere coraggiose, forti, capaci di imporsi e di vincere in un mondo che invece le ha osteggiate e respinte.
Sono donne, con le loro fragilità, sono donne con la loro sensibilità, con la loro bellezza, ma non sono mai donne deboli.
Hanno la consapevolezza delle loro capacità, hanno la forza di inseguire il proprio destino, di combattere quei pregiudizi di una società che le vuole chiuse in stereotipi rassicuranti, un ideale certamente non privo di fascino, ma di per sé limitante.
Le donne raccontate dalla penna di Aldo Cazzullo, sono solo quelle che sono riuscite ad emergere dall’anonimato, ma lo stesso giornalista non scorda mai di ricordarci le tante, troppe donne che sono rimaste intrappolate in quegli stereotipi, la cui voce è rimasta purtroppo, inascoltata.
E, questo saggio, non è neanche un j’accuse contro il genere maschile prevaricatore, perché esistono anche uomini capaci di apprezzarle davvero per quello che sono, così come esistono purtroppo anche donne che non credono nelle loro capacità, che sono poco solidali tra loro, che restano accanto ai loro uomini, nonostante le violenze fisiche e psicologiche che subiscono.
È un saggio che vuole, forse, semplicemente, fornire uno sguardo nuovo sull’universo femminile, più pulito dai pregiudizi, e da quei confortevoli ritratti che la letteratura ci ha da sempre raccontato, perché sia questo, uno stimolo per il genere umano, affinché permetta alle donne di compiere questo salvifico sorpasso.
Perché la donna è “mistero senza fine bello!”, e non possiamo continuare a dimenticarcelo.



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