LE ROMANE: STORIE DI ROMA, DI DIVE E DI DONNE
“Roma è la città degli echi, la città delle illusioni, è la città del desiderio”, affermò Giotto, giungendo nella Capitale.
Roma racchiude in sé l’intensa umanità, il vigore e la forza di un passato glorioso, la bellezza dei suoi monumenti, il fascino della sua storia.
Roma è la lupa famelica, che allatta i suoi figli, è il biondo Tevere che l’attraversa silenzioso, sono i sette colli, dove tutto nacque; Roma è il Colosseo, simbolo di un’età che fu d’oro, Roma è il Cupolone, simbolo di una cristianità sempre presente, Roma è il fascino dei suoi palazzi di potere, l’umanità dei suoi quartieri, Roma è donna, così sensuale, così bella, ma anche così tentatrice ed ingannatrice.
Raccontare Roma è come aprire un libro ad una pagina qualsiasi ed iniziare a leggere: un fiume in piena di ricordi, di memorie pervade l’animo del lettore.
“Le Romane, Storie di donne e di quartieri” è un documentario firmato da Giovanna Gagliardo, regista, giornalista e sceneggiatrice, prodotto da GA&A e Rai Cinema, e presentato recentemente nell’ambito della Sezione Riflessi dell’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma.
Quattro quartieri romani raccontati attraverso gli occhi, attraverso le storie di quattro donne, quattro leggende che hanno intrecciato la propria vita, umana e professionale, con quella realtà romana in cui hanno vissuto.
Quattro donne di successo del nostro ‘900 raccontano, attraverso la loro storia, quel loro legame indissolubile con il proprio quartiere; quattro volti, quattro anime che diventano il volto e l’anima del quartiere di nascita o d’adozione.
C’è la Cinecittà di Anna Magnani, raccontata dalla voce di Caterina d’Amico; è una Magnani poco conosciuta, quella presentata, così verace nella sua romanità, ma anche così colta e appassionata d’arte, simbolo di un periodo cinematografico, anima di una Roma oggi scomparsa, legata indissolubilmente a quel quartiere romano dove il cinema italiano è nato.
C’è Trastevere e Lina Cavalieri, raccontata dalla voce di Lina Sastri. Tra i suggestivi vicoli trasteverini si snoda la straordinaria vita di una donna nata poverissima, ma con una meravigliosa voce, che le permise di diventare una tra le dive italiane più ricercata dai più noti teatri dell’opera del mondo, da Parigi a New York. Una vita leggendaria quella del soprano Lina Cavalieri, nata respirando la romanità più genuina nel quartiere trasteverino.
C’è il Testaccio e la voce inconfondibile di Gabriella Ferri. Attraverso il racconto di Luisa De Santis, amica della cantante testaccina, si snoda la vita del menestrello romano, tutto genio e sregolatezza, voce unica, che ha incarnato tutta la veemenza e la malinconia di una certa romanità.
C’è l’Aventino e Jia Ruskaja, la ballerina russa che ha scelto questo quartiere romano per viverci. Attraverso il racconto Lia Calizza, possiamo apprezzare tutto l’amore che la ballerina russa ha espresso per l’Urbe, il suo intimo legame, tanto da omaggiarla con il suo amore e il suo talento per la danza, e fondando sull’Aventino una delle scuole di danza tra le più importanti e conosciute del mondo.
E poi c’è un quinto quartiere, il Ghetto, che la regista non lega ad un personaggio femminile in particolare, perché, come ha affermato, “il ghetto è delle donne”; e le immagini dello storico quartiere romano si fondono con quelle di Tullia Zevi, giornalista al processo di Norimberga, e Ruth Dureghello, primo Presidente donna della comunitá ebraica di Roma.
Un viaggio suggestivo, questo proposto dalla regista Giovanna Gagliardo, dove le immagini dei quartieri storici romani si fondono e si confondono con le immagini delle grandi personalità che lì hanno vissuto, con le loro voci, le loro musiche, perché il racconto diventi memoria, ricordo di una Roma che fu e che non deve essere dimenticata.
E farlo attraverso le voci di quattro grandi donne di oggi, diventa ancora più suggestivo, unico, emozionante.
Un omaggio, questo, alla Città Eterna e a chi, respirandola, ha portato l’anima romana in giro per il mondo.






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