PIERCAMILLO DAVIGO, GHERARDO COLOMBO ED IL SENSO DELLA GIUSTIZIA


No, non siamo ancora soddisfatti, e non lo saremo finché la giustizia non scorrerà come l’acqua e il diritto come un fiume possente”, disse Marthin Luther King.
È la giustizia, il suo senso, a declinare il grado di maturità di una società; sono le leggi a stabilire il giusto e l’ingiusto, ed il loro rispetto dovrebbe essere la bussola certa di ogni civiltà moderna.
Ma ciò, purtroppo, non sempre accade, e le ragioni sono molteplici, diverse, ma tutte hanno forse, un elemento comune: l’umano ed i suoi limiti.

Sono gli uomini, infatti, a scrivere le leggi, e sono gli uomini a doverle far rispettare. E spesso i limiti umani, gli errori, producono storture che fanno apparire la dea bendata con la bilancia, troppo di parte, o semplicemente, impotente.
Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo, sono due noti magistrati, conosciuti già ai tempi del Pool Mani Pulite, hanno migliaia di inchieste, di processi sulle spalle ed una enorme esperienza in materia di giustizia, tale da poter fornire interessanti punti di discussione.
E sono loro gli autori di un saggio edito da Longanesi, che sviscera proprio il problema giustizia in Italia, analizzandolo, mettendo in risalto le problematiche, offrendo anche notevoli spunti di riflessione.
La tua giustizia non è la mia”, diventa così un dibattito tra due voci, quelle di Davigo e di Colombo, che non sono sempre in sintonia fra loro, con le loro divergenze di vedute e di opinione.
Due personalità forti che non si limitano ad un dibattito astratto sul senso della giustizia, ma si calano nella realtà quotidiana, si interrogano, aiutandoci a comprendere tutte le questioni delicate e controverse che investono la nostra vita.
Con uno sguardo rivolto al mondo del diritto, tra citazioni di pensatori come Kant, Aristotele, Sant’Agostino, e con l’altro rivolto al nostro mondo, per comprendere come la teoria possa sposarsi con la realtà dei fatti e con le sue esigenze.
È la giustizia a tracciare, infatti, il grado di civiltà di uno Stato; e il problema giustizia, qui in Italia, purtroppo, è una realtà nota, il cui sentire è diffuso, ma che non riesce ancora a trovare, una strada politicamente chiara per la sua soluzione.
Infatti, esistono leggi giuste? Il carcere è solo una pena detentiva oppure anche educativa? Perché, qui in Italia, nonostante Tangentopoli, e lo scandalo corruttivo che ha ridotto in macerie i partiti storici nostrani, la corruzione continua a sopravvivere diffusamente tra il mondo politico e quello affaristico, e Mafia Capitale ne è solo un ultimo triste esempio?
Queste ed altre molteplici domande vengono ad emergere in un dibattito serrato, franco e sincero, tra due personalità estremamente forti e coraggiose, per addentrarsi in un ginepraio spesso portatore di discussioni sterili o pregiudizievoli.
E le risposte fornite risulteranno ancor più sorprendenti, con idee, suggerimenti e proposte riformistiche, utili, magari, ad una politica illuminata, per provare a trovare soluzioni ad un problema che investe tutti noi.
Perché la giustizia non è solo pura teoria da applicare al quotidiano, esso è anche un difficile processo in continua evoluzione, e dibattiti così aperti come quello presente nel saggio di Davigo e Colombo, sono utili punti di partenza per avere una giustizia finalmente più giusta.



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