LA ROSETTA, AD ALATRI LA STORIA DELLA RISTORAZIONE LUNGA TRE GENERAZIONI
Alatri “sorge fiera attorno alla sua Acropoli e si affaccia sull’orizzonte dei monti Ernici, abbracciando le fertili e pittoresche vallate di questa benedetta terra di Ciociaria“.
Così salutò la pittoresca cittadina ernica Sua Santità Papa Giovanni Paolo II, in una sua storica visita pastorale, delineando appieno quelle che sono le identità di una terra meravigliosa, sorta attorno alla magnificenza di Roma, di cui molto c’è da scoprire e riscoprire.
La fierezza di un popolo che mai chinò la testa al dominio di Roma, la bellezza, quasi immacolata, di un territorio unico, la sua storia, le sue tradizioni, che mai si sono perse, nonostante lo scorrere del tempo.
Alatri è anche questo: la sua magnifica Acropoli, con quelle sue mura megalitiche, costruita nella notte dei tempi, quando Romolo e Remo non erano ancora nati, sorta nel luogo più alto, simbolo della forza e della tenacia di genti vigorose, o dall’intelletto di un popolo mitico, discendenti del Dio Saturno, che qui trovarono riparo.
Un senso di mitologico e di mistico pervade lo spettatore di fronte a tale magnificenza alatrense, tanto da far dire, allo storico tedesco Gregorovius, giunto d’innanzi ad esse che lo stupore fu maggiore rispetto alla vista del Colosseo stesso.
Ed in prossimità delle megalitiche mura pelasgiche trova luogo il caratteristico locale de La Rosetta, un ristorante pizzeria che ad Alatri è divenuto negli anni, una vera istituzione.
Fondato nel 1954 dalla famiglia Scerrato, ha visto crescere al suo interno tre generazioni, divenendo un rinomato ristorante tipico, una gustosa pizzeria ed una piccola struttura ricettiva. Poi lo scorrere degli anni, il passaggio di consegne da una generazione all’altra, le sofferte scelte aziendali portate avanti dalla famiglia Scerrato, hanno condotto alla chiusura, prima, della struttura ricettiva, poi quella del ristorante, lasciando inalterato il nome, e tutto il gusto della tradizione familiare, nella pizzeria, divenuta anche ristorante, raccogliendo il testimone di quelle due generazioni passate.
Merito di Bruno Scerrato, oggi gestore del locale e degno erede di una tradizione tutta familiare; un uomo che con passione e geniale follia, ha deciso di abbandonare tutti i sogni e progetti giovanili, di riporre in un cassetto una laurea conseguita con sacrificio, e di impegnarsi nella gestione di un locale che ad Alatri e fuori dalle sue mura tutti hanno da sempre conosciuto e apprezzato.
Lui non è chef, ma è il factotum dell’azienda, e si avvale dell’aiuto di uno staff validissimo e professionale per portare avanti il nome e la storicità de La Rosetta.
“Ho scelto – rivela Bruno Scerrato – di dedicare tutta la mia vita all’attività di famiglia; una scelta fatta con convincimento, orgoglio e passione, perché credo fortemente nei valori tradizionali che La Rosetta incarna ancora oggi, tanto da mantenere inalterato lo stile di conduzione, che non si avvale di profili manageriali esterni, ma tutto viene concertato dentro il nucleo familiare, proprio come si è sempre fatto, da generazioni“.
Una storia che nasce da nonna Angelina e da nonno Augusto, lui sarto, lei domestica per nobili famiglie. Lei ha cucinato per anni a servizio di nobili tavolate, ha imparato i trucchi del mestiere, il modo sapiente e raffinato di preparare e servire un piatto.
Poi, insieme a suo marito, hanno deciso di aprire ad Alatri una piccola trattoria, in Piazza Rosa, a pochi passi dall’attuale sede.
Da lì prese il nome il ristorante, da lì nacque la straordinaria storia di una ristorazione che è lunga tre generazioni.
Ed oggi La Rosetta è riconosciuta ed apprezzata per la sua straordinaria bontà della pizza, fragrante, soffice e gustosa, nel solco della vera tradizione napoletana, tanto da far entrare, La Rosetta “da venticinque anni nell’associazione Vera Pizza Napoletana, uno dei primi ristoranti fuori il napoletano a fregiarsi di tale riconoscimento“, come rivela, orgoglioso, Bruno Scerrato.
Una vasta scelta di pizze, anche a metro e non solo al piatto, ed un antipasto luculliano attendono piacevolmente i suoi ospiti. E alla pizzeria, La Rosetta unisce una cucina tradizionale, sia mare che terra, fatta soprattutto di materie prime a km 0, non certamente sofisticata, ma opportunamente rivisitata in una coraggiosa fusione tra moderno e tradizionale, “perché, oggi, non si cucina più come trent’anni fa, i metodi si sono evoluti, i modi di fare cucina sono mutati, e anche molte materie prime che oggi usiamo, una volta non venivano usate“.
Questa è la filosofia professionale di Bruno Scerrato: con un occhio guardando il solco della tradizione, e con l’altro puntando verso l’innovazione, per rendere la sua attività ancora migliore, ancora più importante, proprio per non disperdere quella cultura che due generazioni hanno faticosamente costruito.
Una cultura che ha profonde radici e forti legami con il territorio di Alatri, ma che non impedisce, comunque, a Bruno Scerrato di volare oltre, di avere uno sguardo che oltrepassi l’orizzonte finito di Alatri stessa, lanciandosi anche in nuovi progetti e nuove realtà che possano arricchire la propria attività, diversificandola, come, ad esempio, il piccolo giardino con affaccio panoramico mozzafiato, divenuto presto un luogo magico, anche per gustarsi un buon aperitivo, oppure il prossimo recupero della sala dove c’era una volta il ristorante, per costruire un altro luogo incantevole, secondo la follia geniale che guida Bruno Scerrato: un locale moderno e giovane ma con forti richiami all’antica trattoria di famiglia; perché questa è la mission de La Rosetta: una forte innovazione, per dare corpo e carattere alla ristorazione, senza smarrire mai le radici, la storia, la cultura che l’hanno resa una vera istituzione di Alatri.
Una istituzione tutta da gustare!
https://eventiculturalimagazine.com/2016/10/29/la-rosetta-ad-alatri-la-storia-della-ristorazione-lunga-tre-generazioni/







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