“ECCO QUESTA SONO IO, ORA”, LINA SASTRI SI RACCONTA AL TEATRO QUIRINO

Napule è ‘nu paese curioso: è ‘nu teatro antico, sempre apierto. Ce nasce gente ca’ senza cuncierto scenne p’ ‘e strate e sape recità”. Così parlò il grande Eduardo de Filippo della sua Napoli, e c’è chi questo suo essere napoletano lo porta, con orgoglio, in giro per il mondo, sulle tavole di un palcoscenico o dentro il piccolo e grande schermo TV. È Lina Sastri, attrice poliedrica, donna forte e volitiva, artista a tutto tondo, in teatro, al cinema, in televisione, ma anche cantante, spesso anche autrice di testi e regista delle sue piece teatrali.


Come la sua ultima fatica, in scena al Teatro Quirino di Roma, “Mi chiamo Lina Sastri”, scritto da lei stessa e prodotto da Ente Teatro Cronaca.
La protagonista è lei, un “tributo all’anima femminile, all’amore, alla solitudine, alla ferita, alla sconfitta, alla rinascita, alla speranza, al coraggio”, accompagnata dalla musica della sua terra, suonata dal vivo da sei musicisti.
Un viaggio nell’anima di Lina Sastri, un racconto emozionante fatto d’immagini, musiche e parole, sulla sua vita artistica, con Napoli, la sua bellezza, la sua vivacità, sullo sfondo ad accompagnarla.
Questo spettacolo – rivela la Sastrinasce da un ironico gioco, proprio a partire dal titolo stesso; infatti, troppo spesso chi mi ama e mi segue nel mio lavoro artistico, di me ricordano il volto, la voce, ma capita che dimentichino il mio nome! Ed è facile la loro domanda, quanto poi, la mia risposta. Forse, perché il mio non è un nome semplice da memorizzare, con questo cognome un po’ spagnolo, che può generare una certa confusione, e su questo aspetto ho voluto giocarci un po’”.
Ma questa piece – prosegue – è anche, una sorta di biglietto da visita, perché c’è tutto di me: questa sono io, questa è la musica che mi appartiene, qui c’è la mia terra, una terra d’amore e di passione, una terra di fede e sentimenti profondi, una terra anche di emigranti, ma dal cuore generoso. È uno spettacolo costruito attraverso un racconto semplice, composto dalle mie parole e dalla musica, partenopea e non solo, arrangiata dal Maestro Maurizio Pica”.
Verso la musica, verso il mare, verso il miracolo della vita e della rinascita”, tutto in questo spettacolo parla di Lina Sastri, e c’è molto della sua Napoli, “della sua cultura popolare, della sua vitalità” che, con orgoglio, lei stessa tramette al suo pubblico, perché in lei, nel suo essere artista, tutto parla della città del sole.
Amo visceralmente – afferma la Sastrila musica ed il teatro, perché riescono a trasmettere al pubblico emozioni, immediatamente, senza filtri. La musica partenopea è essa stessa teatro, ed il teatro è vita, libertà, una necessità vitale per me”.
Perché, come diceva lo stesso Eduardo de Filippo, “Il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita”, e questo senso per Lina Sastri ha il calore di Napoli, la sua gioia, la sua passione, ma anche il suo dolore.
I colori della sua anima che è riuscita a trasmettere anche nel cinema, diretta da maestri del calibro di Squitieri, Loy, Moretti, Bertolucci, Tornatore, ma anche Woody Allen, solo per citarne alcuni, ricevendo straordinari riconoscimenti e premi, tra i quali diversi nastri d’argento e tre David di Donatello, due come attrice protagonista ed uno come attrice non protagonista.
E, in attesa di rivederla sul grande schermo, in un suo prossimo progetto cinematografico, possiamo apprezzarla, oggi, al Teatro Quirino, in questo racconto onirico e poetico, in cui la protagonista è lei, “con i sogni spezzati sulle spalle e con le stelle in mano. E il cuore che sorride spalancato, spezzato. Ma palpitante”, che le fa dire orgogliosa: “Ecco, questa sono io, ora…e mi chiamo Lina Sastri”.




https://eventiculturalimagazine.com/2016/10/07/ecco-questa-sono-io-ora-lina-sastri-si-racconta-al-teatro-quirino/

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