“SORA GIULIA”, A FROSINONE LA STORIA DELLA RISTORAZIONE TRA TRADIZIONE ED INNOVAZIONE
“La cucina è tempo e memoria”, affermò Gualtiero Marchesi, ed il ristorante “Sora Giulia”, da sempre, rappresenta, per Frosinone, proprio la memoria della buona cucina.
Nato nel 1948, dalla passione che la signora Giulia aveva per la cucina, quella vera, fatta di materie prime, magari non nobili, ma di gran lunga genuine, è divenuto un must per il capoluogo ciociaro, il ristorante di eccellenza, quello dove ritrovare i veri sapori della buona tavola, quelli autentici, naturali, genuini, unici perché identificativi di un territorio intero.
Questo ha, da sempre, rappresentato il ristorante “Sora Giulia”, qui a Frosinone e non solo, e da sempre, a Frosinone, “Sora Giulia” è sinonimo della vera cucina del territorio.
Una passione che la signora Giulia e suo marito, hanno trasmesso, poi, a suo figlio Michele, che insieme a sua moglie Maria Pia, hanno colto l’enorme eredità e portato avanti quella che è divenuta una vera tradizione familiare. Una tradizione che, da sette anni, viene proseguita dai loro figli, Bruno, Giovanni e Mariangela, con lo stesso entusiasmo, con la stessa passione e con la stessa voglia di mantenere alto il nome di una eccellenza, nel solco di una tradizione che ha segnato la storia della ristorazione frusinate.
Certamente, dal 1948 ad oggi, molte cose sono cambiate, e nel passaggio generazionale, ognuno ha apportato, poi, dei propri cambiamenti, la propria filosofia aziendale e ristorativa, la propria cultura e sensibilità, senza disperdere mai, quella preziosa memoria, che il ristorante “Sora Giulia” da sempre, conserva, ma attualizzandola con i mutamenti e le sfide che lo scorrere dei tempi presentavano.
“Ricordo – confessa Bruno – quando, con nostra nonna, il ‘Sora Giulia’ rappresentava la vera cucina tradizionale ciociara; ricordo le domeniche, con Frosinone invasa dai romani, accorsi al ristorante per assaggiare, magari, un buon piatto di fettuccine con le rigaglie di pollo, o un vero pollo ruspante con i peperoni; piatti poveri, tipici di queste zone, piatti semplici che tra le mani di nostra nonna diventavano vere squisitezze. Tutti la conoscevano per la bontà della sua cucina, e tutti amavano assaporarla, trasformando il locale in un vero luogo di festa”.
“Già con nostro padre e nostra madre – prosegue il fratello Giovanni – il ‘Sora Giulia’ ha presentato delle novità, che non alteravano la tradizione di nostra nonna, ma proponevano interessanti varianti; iniziarono a proporre piatti a base di pesce, materia non propriamente tipica della nostra zona, ma ciò riuscì a trasformarsi in una scelta vincente, perché si puntò tantissimo sulla qualità e la freschezza del prodotto ittico”.
E da quei primi risotti alla pescatora e spaghetti alle vongole, ad oggi, il percorso di “Sora Giulia” è stato un crescendo continuo, ricco di enormi soddisfazioni.
Oggi l’eredità pesa sulle spalle sicure di tre ragazzi, nipoti della signora Giulia, tre menti brillanti e vogliose di proseguire questa lunga sfida ristorativa, attraverso le diverse generazioni, di voler contribuire, anche loro, a mantenere alto il valore e la memoria del ristorante “Sora Giulia”, impegnando tutto se stessi in questa entusiasmante sfida.
Innovazione che si sposa felicemente con la tradizione è l’obiettivo che i tre ragazzi hanno voglia di raggiungere, per lanciare il loro ristorante di famiglia nel futuro della cucina, senza, però, mai disperdere quel prezioso lascito che i nonni, prima, ed i genitori, poi, hanno donato loro.
Una carbonara di pesce, ad esempio, una cacio e pepe, con le cozze, possono rappresentare una ventata di freschezza nel nuovo menu del “Sora Giulia”, il giusto connubio tra la lunga tradizione del ristorante e la voglia d’innovazione.
Oggi il ristorante si avvale di validi e giovani consulenti nel campo del food che con la loro professionalità e impegno rendono “Sora Giulia” il luogo ideale dove far primeggiare il buon cibo.
Utilizzare, da sempre, le materie prime, fresche e genuine, seguendo la stagionalità e, per quanto possibile, materie a km 0, come è nella tradizione del ristorante “Sora Giulia”, ma proponendo piatti nuovi, originali, con un impiattamento più creativo, seguendo l’estro fantasioso dello chef, saranno la nuova carta vincente per rivisitare il menu del “Sora Giulia”, una scelta che Bruno, Giovanni e Mariangela stanno convintamente perseguendo, e che i loro avventori stanno già apprezzando.
Perché la tradizione è ricordo, è memoria, ma solo innovandola, la si può rendere viva e attuale, ed il ristorante “Sora Giulia” è lì, pronto a testimoniarlo.





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